Appuntamento a Samarcanda

Forse all’ottavo volume avevo il fiato un po’ corto. Un pezzo la settimana, a introdurre un’avventura scritta e disegnata da Hugo Pratt, richiede dedizione e mestiere. Il Corsera è una severa maestra. In questo librino, ancora da spiaggia, c’era la prima metà della Casa dorata di Samarcanda. per parlare di una storia con quel titolo, non potevo che partire dalla leggenda cantata anche da Vecchioni. A me quella canzone non piace e non è neanche mai piaciuta. Però, quella storia – la favola del tipo che incontra la morte al mercato e scappa via lontano – l’ho incontrata, durante il liceo, in un libro che si chiama Tempi storici e tempi biologici, scritto da Enzo Tiezzi. Non ricordavo niente di quel libro e la memoria è un mostro strano: mentre rileggevo il pezzo per formattarlo per questo post, mi è tornata in mente la copertina blu della mia edizione Garzanti. E ora so che, leggendo quelle pagine, ho saputo dell’esistenza del secondo principio della termodinamica. Il concetto di Entropia non mi ha più lasciato e quando, un decennio dopo, ho sentito una definizione datane da Beppe Grillo, ho capito anche cos’è un parvenu.

 

La casa dorata di Samarcanda, presentata in due parti in questo e nel prossimo volume, si colloca, nella cronologia di Corto Maltese, subito dopo gli eventi narrati nella Favola a Venezia. Sul finire di quella storia, ospitata dal primo volume di questa collana, il marinaio aveva trovato una lettera dello scrittore Frederick Rolfe, noto anche come il conte Corvo, che raccontava come trovare il tesoro di Alessandro Magno.

La ricerca di quella ricchezza incommensurabile è l’occasione che induce Corto ad affrontare un lunghissimo viaggio. Ma è un motivo più profondo quello che spinge il marinaio all’avventura: deve salvare un amico in grande e grave pericolo.

La storia si sviluppa tra Rodi, punto di partenza del viaggio, e Samarcanda, meta dell’avventura dichiarata fin dal titolo: più o meno 6000 chilometri, in nave, a piedi, in auto e in sogno.

Quando Hugo Pratt inizia a lavorare alla Casa dorata, nel 1980, ha sicuramente in mente una fiaba, resa estremamente popolare dalla canzone Samarcanda di Roberto Vecchioni, che narra della forsennata fuga di un uomo tra le braccia della morte. E’ una storia che il cantautore milanese ha trovato in un romanzo americano del 1934, Appuntamento a Samarra di John Henry O’Hara, ma alle cui origini è difficilissimo risalire, come sempre accade per le tradizioni orali. La versione più antica che sia giunta a noi, quella da cui probabilmente Pratt è partito, è la trascrizione del IX secolo presente nello Ikayat-i-Naqshia di Fudail ibn Ayad, un bandito pentito che divenne sufi. La storia, intitolata Quando la Morte venne a Baghdad, racconta dello sfortunato incontro tra un giovane e l’angelo della Morte al mercato di Baghdad. Il ragazzo, percependo lo sguardo intenso dell’angelo, monta in sella a un cavallo velocissimo e fugge, colmo di terrore, verso la lontanissima città di Samarcanda: là lo sta aspettando la Morte che era solo stupita da quanto la sua preda fosse distante dal luogo dell’appuntamento.

Questa storia, scritta da un sufi, insieme a numerosi altri elementi provenienti dalla tradizione cristiana, ebraica e musulmana, è alle origini della Casa dorata, tra le cui pagine troveremo Corto Maltese costretto a muoversi, sornione e scattante come un gatto, tra cospirazioni, dervisci danzanti, paradisi artificiali, emblemi dei nazionalismi inglese e francese, prigioni da cui è impossibile fuggire e principesse rapite. Il personaggio di Pratt sembra spinto, come sempre, da motivazioni personali, che lo fanno agire come chi non ha mai avuto “né l’impegno cattolico verso la famiglia e nemmeno quello comunista verso la società”. Ma è proprio questo irrefrenabile individualismo, che si traduce in un’etica sempre personale e spesso imperscrutabile, a permettergli di correre, con una forte dose di strafottenza, verso una fine annunciata.

Corto Maltese è il figlio della Niña di Gibilterra, infallibile nel leggere i presagi. Da lei ha imparato che un incontro con il proprio doppio, con una copia indistinguibile da sé, non può che portare alla morte. E, consapevole di questo ineludibile presagio di sventura, si lancia verso Samarcanda. Alla ricerca di un tesoro mitico, di un amico folle e dell’odioso Timur Chevket.

Advertisements

2 pensieri su “Appuntamento a Samarcanda

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...