La gioiosa fine

L’ottavo volume della collana Corto/Pratt allegata al “Corsera” conteneva la seconda parte della Casa Dorata di Samarcanda. Di seguito la mia prefazione (quella alla prima parte l’ho già pubblicata qua). E’, lo sai, una storia di doppi e di morte. In questa nota ho sottolineato la relazione forte – che tanto sente di doppelgänger – tra due danze lontanissime: quella dei dervisci rotanti e quella del cerchio delle fate. Da qualche parte tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta (cose dell’altro secolo) leggevo il giornale “Corto Maltese”, edito da Rizzoli / Milano Libri. In uno dei tanti articoli che riempivano a casaccio quelle pagine qualcuno mi aveva spiegato cosa fossero i cerchi fatui e quali effetti nefasti avessero sugli umani.

Corto Maltese incarna la pulsione al viaggio del suo autore, Hugo Pratt. La ricerca è il motore di ogni avventura, anche della Casa dorata di Samarcanda. Nella prima parte di questa lunga storia, pubblicata nel volume precedente, il marinaio è partito alla ricerca di un tesoro magnifico, quello del re persiano Ciro, nascosto da Alessandro il macedone. Mentre raccoglie indizi circa il luogo in cui è nascosta l’inestimabile ricchezza, Corto si mette anche sulle tracce del suo più grande amico, Rasputin, e del temibile Timur Chevket, per il quale continua a essere scambiato. Dai preziosi insegnamenti della madre, la zingara Niña, Corto ha appreso che quando un uomo incontra il proprio doppio, un individuo indistinguibile da sé, è destinato a incontrare anche la propria fine.

Per raccogliere informazioni, Corto entra in contatto con la scuola sufi Mawlawiyyah e ha il privilegio di assistere a una delle turbinose danze con cui i dervisci cercano di raggiungere l’estasi mistica.

I dervisci danzanti entrano in scena vestiti di bianco, quasi fossero avvolti in un sudario, e indossando un lungo copricapo. Iniziano a girare su se stessi, in senso antiorario, con il capo inclinato leggermente verso la spalla destra e le braccia incrociate sul petto. Poi, staccano le mani e le fanno risalire sulle spalle e, infine, distendono le braccia verso l’esterno. Il palmo della mano destra e rivolto verso l’alto, quello sinistro verso il basso. Il derviscio è un asceta, che vuole essere un tramite divino tra la terra e il cielo: con la destra raccoglie l’estasi e la grazia e con la sinistra la diffonde intorno a sé.

In questo volume, Corto Maltese arriverà fino in fondo alla sua avventura. Ma non mirando all’ascesi, dimostra di voler assaporare la vita fino in fondo. Per dimostrarlo, a un certo punto, inizierà a danzare e il suo ballo, a ben vedere, è quanto di più distante ci possa essere dal misticismo dei dervisci rotanti. Corto è figlio di una bellissima zingara e di un marinaio della Cornovaglia. Suo padre veniva dalla penisola di Tintagel, dove sono state trovate le rovine del castello in cui, secondo la leggenda, fu concepito re Artù. Grazie alle sue origini, Corto conosce le leggende arturiane e quelle del piccolo popolo. Il marinaio sa che incontrare streghe e folletti può essere pericoloso: si può finire in un cerchio delle fate e danzare vorticosamente fino a quando non si cade addormentati, rischiando poi di svegliarsi vecchi perché la trappola danzante ha consumato tutto il tempo di cui si disponeva.

Racconta Corto: “Qualche tempo fa ebbi la malaugurata idea di accettare una sfida di ballo dai Leprechaunie del quadrifoglio verde. Tutti Sinn Fein arrabbiati. Mi sembra vagamente che persi la competizione, ma forse fu solamente un sogno. Infatti non è un ricordo chiaro. Rivedo tutto come in trasluce. Eppoi tutti sanno che queste cose non esistono…”

Ecco dove Corto ha imparato i passi di danza che inscena sul finire della storia. Il suo ballo, pur avendo radici mitiche, non ha nulla di mistico. E’ uno di quei balli da cui si esce o morti o immortali.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...