La battaglia d’ogni giorno

C’è un pezzo che ho scritto più di un lustro fa che racconta bene come mi sento oggi. Mi piacerebbe essere in grado di scrivere una roba di quelle livide, malmostose e cariche di invettive, per le quali metà dei lettori di questo blog mi toglie il saluto per mesi (a volte, per sempre). Il problema è che, in questo periodo, ho postato così poco che se va via metà dei visitatori quotidiani non me ne accorgo neanche. E uno, queste cose, le fa solo per la soddisfazione di godere degli effetti.
Allora recupero quel pezzo vecchissimo, che parlava di un fumetto francese,
Le Combat Ordinaire di Manu Larcenet. Quando l’ho scritto, erano usciti solo i primi due volumi dei quattro che compongono la storia, e non c’era ancora la traduzione italiana (è uscita con un titolo, Lo scontro quotidiano, che ho subito odiato).
Eccolo:

Le-Combat-Ordinaire

La battaglia d’ogni giorno è quella che combatti a piccoli passi. Minuto dopo minuto. È quella contro la noia che si trasforma in indolenza e ti paralizza nell’impossibilità di fare alcunché. È quella che scandisce i ritmi della tua vita al ritmo delle cinque navi merci che solcano l’orizzonte. Ogni giorno. È quella dei ricordi di un passato dannato che rendono difficile vivere. È quella dell’oblio che rende la vita intollerabile. È quella per cui ogni modifica alle abitudini, anche la più piccola, ci è insopportabile. È quella del disgusto per tutti i partiti di destra e dello schifo per tutti i politici. Anche e soprattutto per quelli di sinistra. Quella che la verità è che il primo che passa e ci dice che si può cambiare, beh… allora votiamo per lui. Quella contro il fascista che ci urla dentro. Ogni giorno, più forte. Quella con le persone che amiamo e che, con la scusa che dobbiamo condividere tutto, facciamo soffrire delle nostre sofferenze. Quella con le opere che, pur essendo sempre migliori dei loro autori, non riescono a rendere migliori gli uomini che le hanno realizzate. Quella contro il terrore che ci immobilizza, quasi fosse l’unico rimedio possibile alle responsabilità. Quella che, dietro un mirino, un obiettivo, una matita, una penna o una tastiera, lenisce il dolore e ci rende più facile capire. E vivere. Quella che, a volte, sembra che vada tutto bene e allora abbassiamo la guardia. E facciamo male. Quella che ci rende sopportabile la storia e la nostra storia. Niente pacificazione, ma che almeno la battaglia sia leale. Ogni giorno.

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2 pensieri su “La battaglia d’ogni giorno

  1. Ottimo pezzo, mi sento di condividerlo interamente, sia entrando nel merito del graphic novel di Larcenet, sia per vissuto personale. Grazie

  2. Una lezione me l’ha insegnata Russell Crowe, in merito.
    E’ il concetto di ‘testuggine’. Mica è facile, trovare sempre le energie per alzare gli scudi. Ma è importante farlo, e restare calmi, qualunque cosa succeda…

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