Il continente ritrovato

Visto che ho ricominciato ad aggiornare il blog, ricomincio anche l’operazione “tappabuchi”. Ti ricordi? L’idea è di riproporre su questa pagina le prefazioni ai volumetti di Corto Maltese allegati al “Corsera” nel 2010. I passati articoli sono qui. Di seguito la prefazione al decimo volume che ospitava MU la città perduta. Non ho mai capito se quella storia di Corto Maltese mi piaccia o no (più spesso propendo per il no), ma il lavoro di Hugo Pratt ha una compostezza unitaria straordinaria, anche quando sembra che il fumettista non fosse concentratissimo sul suo mestiere. La storia di Corto Maltese è una collana di anelli di Moebius e, in quel ciclo di storie, ci sono richiami, simmetrie e chiusure che continuano a mozzarmi il fiato.

MU

Corto Maltese è un viaggiatore molto preciso. Seguirlo non è poi così difficile, dato che fornisce sempre ai suoi lettori puntuali coordinate spaziali e temporali. Si sa che egli è apparso, per la prima volta, nelle prime pagine di Una ballata del mare salato, il primo novembre 1913, legato a una croce di legno in mezzo all’Oceano Pacifico, tra il meridiano 155° e il parallelo 6° sud. Non conosco nessun altro personaggio seriale che dichiari sempre con tale precisione il luogo e il tempo in cui sta vivendo le proprie avventure.

Corto Maltese è un vagabondo che attraversa il mondo in lungo e in largo tracciando rotte minuziose, che i lettori, volendo, possono seguire con il dito sulla carta geografica. Sembra quasi che Hugo Pratt, che era a sua volta un grande viaggiatore, abbia fatto un punto d’orgoglio dei territori attraversati dal suo personaggio.

Come spesso accade con i personaggi più complessi, anche Corto Maltese ha una storia molto articolata, sia nella realtà editoriale sia nella finzione biografica. Nel 1970, un paio di anni dopo aver concluso la Ballata, Hugo Pratt riprende uno dei personaggi più solidi di quel lungo fumetto e lo fa diventare protagonista di una serie di ventuno avventure brevi che si snodano tra Sud America, Europa e Africa. Poi, la vita del marinaio prosegue, in fumetti dal respiro più lungo che si muovono in Asia (Corte sconta detta arcana), in Italia (Favola a Venezia) e sulla Via della Seta (La casa dorata di Samarcanda). Pratt interrompe la realizzazione delle Casa dorata per raccontare La giovinezza di Corto Maltese, ambientata in Manciuria. A quel punto, il lungo viaggio del marinaio prosegue in Argentina, con Tango, e in Svizzera, con Le elvetiche, per concludersi nell’Oceano Atlantico con Mu, presente in questo volume.

Corto Maltese è diventato un personaggio seriale solo con il primo fumetto breve di cui è stato protagonista, Il segreto di Tristan Bantam. In quella storia, i lettori hanno potuto assistere, in poche pagine, all’incontro tra Corto, immediatamente qualificato come “uomo del destino”, Jeremiah Steiner, un vecchio ubriacone con poca dignità, e il giovane Tristan Bantam.

Al cospetto dell’enigmatica madame Java, il ragazzo estrae dalle tasche alcune carte antiche, colme di simboli e pittogrammi. E’ quello il momento in cui il vecchio ubriacone rispolvera l’erudizione del passato, quando era il professor Steiner dell’Università di Vienna, un uomo importante di cui sappiamo che “ciò che ha detto e scritto è ancora oggetto di studi e ricerche”. Leggendole, Steiner capisce che indicano con precisione il luogo in cui giace Mu, l’isola che terribili terremoti hanno spazzato via dalla faccia del pianeta. Ironicamente le deduzioni di Steiner hanno luogo una decina di anni prima della pubblicazione di Mu, il continente perduto, il libro che raccoglie gli studi fanta-archeologici del colonnello britannico in pensione James Churchward.

Quelle carte misteriose svaniscono per anni, tanto nella biografia fittizia del marinaio quanto nella realtà editoriale in cui vive il suo autore. Riaffiorano, all’improvviso, in Mu, l’ultima avventura di Corto Maltese. Ed è straordinario osservare come la serie che Hugo Pratt ha sviluppato in territori qualificati con precisione nel tempo e nello spazio, sia racchiusa in modo emblematico da due storie che parlano di una città che non è tracciata sulla carta geografica. Un mondo scomparso da decine di migliaia di anni su cui nessun grande viaggiatore è mai riuscito a mettere piede.

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