Ti avevo quasi rimpianto

Loustal

Quella cosa che chiamo fumetto è un’esitazione. Vive sulla pagina che, nonostante le apparenze, è un punto di equilibrio instabile come pochi altri. Eppure, la pagina sembra fatta apposta per gestire lo stallo e l’inamovibilità. Sciocchezze cui possono credere solo i cattivi lettori e i peggiori sceneggiatori. L’aver scalpellato, su un foglio di carta, segni neri che assomigliano a immagini e parole non costruisce pagine, ma lapidi.

La pagina del fumetto è la superficie su cui muovere lo sguardo e, per sua stessa natura, non può tollerare taylorismi. I migliori professionisti, disposti in fila indiana, come durante i primi anni di scuola, aspettano il proprio turno per usare il proprio strumento sulla pagina. Be’… Il fumetto non funziona così. Quel mostro fatto di gente che raffina la scrittura, attraverso passaggi di precisazione dell’inquadratura e del dialogo, per poi lasciare il campo a chi mette a fuoco il disegno, ecco, quel mostro è fumetto solo nominalmente.

E mica voglio dire che non sia possibile che un fumetto nasca da collaborazioni – figurati! – intendo solo che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago.

Una delle collaborazioni più strane che io abbia mai incontrato è quella tra Jacques de Loustal e Philippe Paringaux. Sembra quasi che i due non abbiano la più pallida idea di cosa sia un fumetto: Paringaux scrive racconti di sole parole e li affida a Loustal perché egli ne faccia qualcosa. Sono racconti potenti, tanto neri da mozzare il fiato, e il disegnatore li mette in pagina. Nel farlo, però, mostra un’umiltà assurda e straniante: non elide le parole per evitare ridondanze, anzi, le sottolinea, giocando con asincronie tra la didascalia (quasi sempre presente) e l’immagine.

Quando gli illustratori, quelli bravi, raccontano qual è il peggior problema del libro con le figure, parlano sempre di ridondanze. Facci caso. Una volta, Fabian Negrin mi ha raccontato il suo disagio usando queste parole (le copio da un’intervista pubblicata sul numero di ottobre 2009 de “Lo Straniero”):

“[Sono al servizio] della storia. Non del testo. La storia è il testo + l’immagine + la grafica + la stampa. L’ideale sarebbe che poi anche il testo di partenza cambiasse. A volte lavorando su testi miei, dopo aver fatto i disegni, con Orecchio Acerbo riusciamo a cambiare alcune cose. Però normalmente non c’è più tempo, perché il libro deve andare in tipografia, perché sono già stati fatti i lanci, eccetera. Però l’ideale sarebbe che dopo che l’illustratore ha fatto i disegni, lo scrittore riprendesse in mano il suo testo e lo modificasse in funzione delle immagini. Perché dirmi com’è vestito quel personaggio se c’è già l’illustrazione?”

Ecco. Il rapporto tra Loustal e Paringaux non prevede modifiche alle parole. Guarda quei disegni: Loustal non è umile, è un fumettista. Sa che le didascalie non sono il male assoluto e le usa per delimitare il testo di Paringaux. Ma non lo fa con un approccio da “Corriere dei Piccoli”, quelle parole non sono i suoi ottonari in rima baciata, il disegno per lui non è la chiave divertente che ti consente di accedere alla cultura della parola.

I fumetti di Loustal e Paringaux sono fumetti.

(scrivo, ancora emozionatissimo, subito dopo aver riletto Il sangue della mala, di Loustal e Paringaux, uscito per Coconino nel 2007: amazon lo dà ancora disponibile)

Annunci

4 pensieri su “Ti avevo quasi rimpianto

  1. Non sono d’accordo sulla definizione di fumetto – e di sceneggiatori per la maggior parte facitori di lapidi, però scrivi bene e consigli belle storie: va bene così!

  2. Ho riletto quello e mi è piaciuto tantissimo. Pensa che era finito in una scatola in cantina (quindi non mi era piaciuto tanto all’uscita). Ne è riemerso per caso e lo guardavo con sospetto (memore dei bollitissimi carnet polinesiani di Loustal)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...