Sorvegliare e punire

Nick-Carter

Internet ci rende liberi. Sul serio? Nah. È un’illusione ingenua che andava bene per la seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso. Ora è troppo tardi.

Il fatto che la digitalizzazione dei contenuti mi renda più facile accedere a tutti i manufatti narrativi che sono in grado di trovare non mi deve ingannare. Il mio accesso a quei contenuti non è libero.

Quando Lawrence Lessig intitolava il suo libro più noto Free Culture, stava giocando con due significati di quell’aggettivo in inglese: libero e gratuito. Stava giocando. Appunto.

Ricordi Gaia: the future of politics? No? È il noto video della Casaleggio associati (di Gianroberto Casaleggio) che viene rinfacciato di tanto in tanto a Beppe Grillo. Per alcuni rappresenta un manifesto politico del Movimento 5 stelle. Cercalo su youtube (preferisco non inserire il link). È una brutta presentazione powerpoint con voce meccanizzata femminile che racconta una storia. Invece di darmi chiare indicazioni su quale uscita prendere alla rotonda o su quando girare a destra, la voce metallica (attribuita all’avatar di Marshall McLuhan) mi dice:

“Gaia, a New World Order, is born today, the 14 August 2054.
Racial conflicts, ideological conflicts, religious conflicts, territorial conflicts belong to the past.Every man is a world citizen, subject to the same law.
The Internet has driven the change, spreading communication, knowledge and organization at a planetary level.
[…]
Before the Net, communication, knowledge and organization belonged to the Power. With the Net, they belong to all the people.
[…]
In many States like China, Iran, Malaysia and Singapore the Net is under control.
[…]
2018: The World is divided into two main areas. The West with direct democracy and free access to Internet. China, Russia and the Middle East with orwellian dictatorship and controlled access to the Internet.
[…]
2040: The West wins. Net democracies triumph.
[…]
2047: Everyone has his identity in a world social network, created by Google, called Earthlink. To be you must be in Earthlink, or be not. No passport is required anymore.
[…]
In Gaia, parties, politics, ideologies, religions disappear.
Man is the only owner of his destiny.
Collective knowledge is the new politics.”

Ci sono due possibilità. O conosci già quel video o non lo conosci. Se non lo conosci, sappi che non mi sono inventato niente e che gli omissis non modificano nella sostanza il senso di quanto ho riportato (ho rimosso, perché ti voglio bene, una sintesi della storia del mondo fino a oggi che, dopo averla letta, il mio amico Bignami ha ancora fiotti di sangue dal naso).
Non riesco a esprimere un giudizio sereno su questo video (del 2008). Non so se considerarlo cattiva fantascienza (cattiva perché banale e incapace di aderire all’insegnamento di Marge Piercy e di sognare prima un futuro per conquistarlo poi) o delirio intriso di fondamentalismo e colonialismo.

È vero. Non sono sereno nel giudizio. Lo sospendo per un attimo e divago.

Internet si compone di sistemi distribuiti che erogano servizi e informazioni. Lo sai come è fatta l’architettura di un sistema informativo nella rete? (Fingi di non saperlo, ti prego, se no mi metti a disagio… Grazie).

  1. Innanzi tutto c’è uno strato che si occupa della gestione dei dati: un data base il cui compito è quello di immagazzinare le informazioni, strutturarle e garantirne l’integrità sulla scorta di alcune regole più o meno semplici.
  2. Poi c’è uno strato che incorpora la logica applicativa e che “sa” come agire sui dati estratti per elaborarli, aggregarli e – più in generale – trasformarli.
  3. Infine c’è uno strato che si occupa della presentazione delle informazioni e del dialogo con l’utente.

Ho semplificato tantissimo (un po’ meno di quanto abbia fatto la Casaleggio per raccontare la storia dell’umanità in sette minuti). Se vuoi approfondire la questione, puoi partire da qui.

A questo punto faccio due domande.

Un contenuto (public domain, creative commons, coperto da copyright, prodotto da una multinazionale, generato da un utente, …) può essere considerato libero e gratis quando insiste su un database per me facilmente accessibile? Anche quando le componenti che si incaricano di definire la logica di elaborazione e di presentazione di quel dato appartengono a Google, Facebook, Amazon, Apple, …?

(una nota: ho deciso che, se ci riesco, il lunedì ti parlo di questioni della tecnologia. Sia ben chiaro: so di non essere Cory Doctorow e scrivo di quelle cose solo perché trasformare quello che mi passa per la testa in parole mi aiuta a capire meglio. Se pensi sia una roba che è meglio che io non faccia, puoi dirmelo. Però devi essere convincente, perché c’è la possibilità che io ignori il tuo consiglio)

Advertisements

6 pensieri su “Sorvegliare e punire

  1. Ne parli, gentilmente, non per gli abituali e smaliziati lettori del suo blog, ma per gli abituali ed illusi utenti della tecnologia…;)

  2. Sia ben chiaro: so di non essere Cory Doctorow

    Qui di Doctorow conosciamo solo un quasi oscuro e tuttavia sopravvalutato romanziere americano, quindi non preoccuparti.

  3. boin boing, lo dico per Ipo, era una delle fonti di riferimento di Terminal (una rubrica mensile che tenevo, anche con la collaborazione di Ipo, su Macworld).

    a me che Spari scriva di tecnologia sta bene, grazie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...