Inciampare tra i libri

MarilynMonroeReading

La libreria Utopia stava in Largo La Foppa, al centrissimo di Milano. Non l’ho mai frequentata assiduamente, ma era uno dei posti in cui ci si dava appuntamento con gli amici non milanesi: “ci vediamo davanti all’Utopia”.
Poi si è trasferita in Città Studi. Ci sono passato qualche giorno fa, un po’ per curiosità e un po’ per salutare un’amica che lavora lì. Girando tra gli scaffali ho trovato due libri che non mi aspettavo.
Il primo s’intitola Barbonia City, una storia di hippies italiani e lo ha scritto Walter Pagliero. È un librino sottile, scritto male ed editato poco, che racconta una storia milanese che meriterebbe di essere conosciuta di più.
Il secondo è il libro nuovo di Antonio Faeti. S’intitola La storia dei miei fumetti ed è appena uscito per Donzelli. Richiede la dose di atti di fede cui i lettori dello studioso sono abituati, ma se sei disposto a entrare nel Faetiverso e a rinunciare di capire le molte deduzioni che scivolano come sillogismi, leggendolo godi tantissimo.
Quando ho visto i due libri esposti in libreria mi sono stupito. Non sapevo esistessero e non li stavo cercando. Mentre passeggi tra ripiani colmi di libri, può succederti di inciampare in queste sorprese.

Però, diciamocelo, mica c’è bisogno di un luogo fisico per scontrarsi con sorprese di carta. Entro in libreria sempre più raramente. So quali libri voglio, ancora prima di entrare in quel negozio. Li cerco da solo e, quando non li trovo, chiedo informazioni. È difficile interagire con i librai. Sono esseri umani, anche molto competenti, che hanno a che fare, quotidianamente e professionalmente, con una torma di clienti, di solito spocchiosetti, pronti a far pesare la propria superiore conoscenza in un ambito assai ristretto. Specialisti delle dinamiche della deambulazione della mantide religiosa che si stupiscono se il libraio chiede come si scriva il nome di Brehms Tierleben (chiunque egli sia).

La ritualità mi è nota. Chiedo se c’è un libro di cui ho letto. I dati per identificarlo sono autore, titolo ed editore e, per una ragione inspiegabile, ricordo sempre solo due informazioni su tre. Allora, il libraio deve cercare nel suo database se il libro esiste ed è in negozio. Dopo qualche tentativo (che passa sempre per un paio di programmi diversi), lo identifica. Di solito, in negozio non c’è: deve essere ordinato. Allora, devo lasciare un po’ di dati (nome e numero di telefono), magari un acconto, e aspettare qualche giorno. Poi, quando mi arriva una telefonata o un sms, devo tornare in libreria per ritirare il mio libro.
Molto laborioso.

Uso diversi siti di ecommerce. Compro un sacco di libri che mi arrivano direttamente a casa con un click (o poco più). Non esiste nessuna libreria che abbia la stessa enorme quantità di titoli (italiani, inglesi, francesi, spagnoli, tedeschi, …) che posso trovare facendo una ricerca su amazon. Riempio il mio carrello, confermo l’acquisto e, un paio di giorni dopo, apro il pacco. Magari non sono inciampato in titoli inattesi, ma… Wow!

E, poi, amazon mi conosce. Sa di ogni mia più segreta perversione, conosce i titoli che ho cercato, quelli che ho tenuto nel carrello per un po’ e ai quali, magari a malincuore, ho rinunciato. Conosce molti dei libri disposti in fila nella mia libreria. Sa così tante cose su di me che si permette di darmi consigli personalizzati e, spesso, ci prende.
Come fa?
Ogni libro è stato classificato ed etichettato. Una tassonomia perfetta di contenuti: Linneo mica è passato invano.
Quasi allo stesso modo, anche ogni cliente è stato classificato. Avendo una base clienti molto vasta, amazon riesce a identificare dei gruppi di utenti che si assomigliano. Li raccoglie in insiemi omogenei, identificando i punti di contatto che tra loro sicuramente esistono.
Una volta riconosciutoti, amazon può indicarti quali libri leggono i clienti come te.
I clienti che hanno le tue stesse caratteristiche, che sono proprio come te, comprano anche questi libri. E comprandoli e leggendoli, quei libri, tu diventi sempre più “proprio come te”.

Il che non coincide pienamente con l’essere un individuo.

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6 pensieri su “Inciampare tra i libri

  1. “E, poi, amazon mi conosce.” Ti consiglio la visione il primo episodio della seconda stagione della serie inglese black mirror (Be right back)…
    “La libreria Utopia stava in Largo La Foppa…” e sempre a proposito di serie televisive inglesi: sei poi riuscito a recuperare Utopia?

  2. undulant: sono guarito dalla broncopolmonite e ho ricominciato a leggere. Adesso cerco un punto di equilibrio tra le ossessioni e vedo tutto (Black Mirror l’ho scaricata un po’ di tempo fa; Utopia non ancora — cialtrone che sono)

    Giulio: grazie

  3. mi sono comprata il kindle ma l’ho tenuto sul tavolino imballato per un bel po’, diciamo un paio di mesi. poi finalmente, passata la pigrizia, l’ho aperto e gli ho dato da mangiare. e luce fu.
    per me che faccio quel lavoro lì con i libri di carta, il kindle è davvero una rivoluzione, una scoperta dell’america, un uomo sulla luna. come lettrice faccio le capriole carpiate di gioia, come libraia sono qui che ragiono sul mio futuro.
    magari ne scrivo anch’io.

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