Rassegnati (17052013)

Leggere fumetti è sexy
Leggere fumetti è sexy

Parole:

  • Lo so. Tu l’hai già letto e io sono lentissimo. QUI c’è At the zoo, un racconto di Warren Ellis, uscito su “Nature” nel 2000. Mica niente di che, però a me continua a tornare in mente il solo romanzo di Ellis che ho potuto leggere finora. In italiano si chiama Con tanta benzina in vena. Divertentissimo.  (Leggo Transmetropolitan nella riedizione RW Lion e mi diverto tanto e ho scoperto che, dal primo gennaio di quest’anno, è disponibile Gun Machine (il romanzo nuovo).
  • Poi, ho un rigurgito antifascista e so riconoscere lo schifo vero quando lo vedo: QUI.

Figure:

  • Le prime due puntate d Fantasmi di Gonano e De Luca: Il commissario Spada. WOOOAH! QUI.
  • QUI, da Juxtapoz, una galleria di illustrazioni di Christian Rex Van Minnen: roba strana
  • QUI una rana sulla frutta disegnata da Sam Hiti.
  • E QUI un Frank di Jim Woodring che deve moltissimissimo a Where the wild things are di Maurice Sendak.
  • Sempre a proposito di omaggi a Maurice Sendak e alle sue creature selvagge, forse bisognerebbe annoverare anche questo

wherethewildthignsare

  • Hai presente il folle fallico di Moebius? Sai che nelle pagine di sinistra, a compendiare le avventure di quello strano tipo con un’iperfunzione erettile, c’era una serie di disegni bellissimi? Un modo per moebius di raccontare quanto gli fosse difficile emergere dalle proprie opere. Ecco. QUI, quella sequenza di disegni è stata animata.

Bandardfou

  • Un tumblr che contiene i mash up delle copertine dei comic book statunitensi? Fa ridere (almeno noi nerd). QUI.

Fatti:

  •  non foste per viver come bruti…

Carte:

  •  Lo sai, vero, che è uscita l’edizione statunitense di Jodelle (di Guy Peellaert). E’ un libro molto bello. QUI puoi scaricare un po’ di pagg in PDF.
  • Domani, in edicola, con il “Corriere della Sera”, c’è il quinto volume della collana dedicata al comics journalism. Questa volta c’è Quaderni ucraini di Igort.

Umori:

e

finger

Michael Mararian da QUI

14 pensieri su “Rassegnati (17052013)

  1. Questo sta diventando anche un prezioso blog di servizio. Il commissario Spada mi lascia a bocca aperta ogni volta che lo rivedo (come le altre cose di De Luca): e pensare che quando lo leggevo sul Giornalino, quarant’anni fa, e mi piaceva moltissimo, non facevo minimamente caso a quanto fosse audace e diverso dagli altri fumetti di quel giornale.

    PS «Rigurgito antifascista» è un’espressione che mi aspetterei di leggere sul Giornale o su Libero (di solito si parla, non so, di «rigurgito di antisemitismo»).

  2. Perché quel naso inquietante?

    Rispondo io: è il risultato di una plastica facciale rudimentale (parliamo del 1970). Il commissario si era rovinato in seguito a un incidente d’auto; prima, se non ricordo male, era un bel giovanotto barbuto.

  3. Per questioni di cultura, di amore e di vita.
    Spada aveva il volto di don Tommaso Mastrandrea (che era direttore del miglior Giornalino). Era un omaggio, una dichiarazione di affetta e, anche, una questione tecnica (se sei un disegnatore con capacità tecniche paragonabili a quelle di De Luca, magari ti fa piacere avere un bipede senziente e noto come referente per le espressioni del volto e la prossemica).
    Poi le storie di Spada si son fatte troppo dure e De Luca ha trovato insostenibile mantenere quella rappresentazione (o don tom ha chiesto clemenza, non so). E per affrontare gli anni di piombo, Spada si è schiantato in auto ed è stato ricostruito. Ne è venuto fuori con un profilo – coerente con la struttura cranica del personaggio – che richiama il volto del più duro e integro tra i poliziotti del fumetto. Dick Tracy, E l’espressionismo che Chester Gould, autore di Tracy, riversava nella costruzione dei suoi personaggi (assai lombrosiani nella fisiognomica) è diventato uno degli ingredienti principali di quel ciclo di storie.

  4. QUANDO zULU CANTAVA “SE VEDO UN PUNTO NERO glI SPARO A VISTA” M’IMMAGINAVO CHE SI GUARDASSE ALLO SPECCHIO IL MATTINO, ISPEZZIONASSE IL NASO E poi, individuati i punti neri SE LO SCHIANTAVA con la 7,65. Gli facevano la plastica ma mica diventava bello come quel fascista di Spada.

  5. Spada all’inizio era modellato su don Mastrandrea, e qui ha ragione Spari.
    Però mabertoli non ha torto: nell’episodio “I figli del serpente” (posteriore alla plastica facciale) Spada racconta al figlio come è morta l’amata moglie (e madre); e nel flashback il giovane Spada, neo-sposo, ha la barba; tra l’altro non assomiglia affatto a don Mastrandrea, ma è semplicemente uno Spada giovane con un naso ancora normale; De Luca si era forse pentito di avere messo in mezzo il direttore.

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