Un fumetto per l’estate: Fashion Beast

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FashionBeast3HauteCouture

 

Una storia semplicissima. Una di quelle che, quando le riassumi in una frasetta – un claim, una tagline –, ti ritrovi con il fiato mozzato. Una storia potentissima, che parla di cose effimere e inessenziali: di moda, di stilisti, di mannequin, di associazioni che protestano contro la mercificazione dei corpi, di lavori sottopagati, di vite di merda, di oppressione, di sessualità inespresse, di inverno nucleare imminente, di malessere tatcheriano, di decadenza dell’umanità, di corpi reclusi, di obbedienze cieche, di incapacità di ridimensionare l’importanza dei potenti…

Una storia che ha anche una morale. Semplice e vera. Una morale che ci tocca quotidianamente e scarnifica la nostra percezione del reale: “Nelle immagini c’è il potere!”.

Quella storia è stata pensata per il cinema, tra il 1985 e il 1986, dal manager dei Sex Pistols, Malcolm Robert Andrew McLaren, e da Alan Moore, che in quell’anno stava facendo la rivoluzione con Watchmen. Moore ne ha scritto addirittura una sceneggiatura. Due tipi bravi hanno preso quello scritto e lo hanno trasformato in fumetto. Ora, non ho letto la sceneggiatura di Moore (tu, volendo, puoi QUI), ma so che scrivere per il cinema e scrivere per il fumetto sono due lavori diversissimi, i cui punti di contatto vengono enfatizzati solo da fumettisti frustrati che vorrebbero scrivere per la televisione. Il fatto che i nomi di Antony Johnson (che ha adattato lo script di Moore in sceneggiatura per un fumetto) e Facundo Percio (che ha disegnato quelle pagine) siano scritti in piccolopiccolo sulla copertina mi dà un po’ fastidio. Ma il fumetto è bello lo stesso.

Sta uscendo, per Panini comics, in fascioletti da fumetteria (una cinquantina di pagg, dorso quadro in brossura, €3.30), con periodicità bimestrale. È appena uscito il terzo e, in tutto, saranno cinque, per proporre la miniserie statunitense – pubblicata da Avatar – di 10 numeri.

Non sono il più grande fan di Alan Moore. In passato, da qualche parte tra gli anni Ottanta e i primi Novanta del secolo scorso, mi ha emozionato. Da due decenni mi interessa molto, ma mi scatena la stessa ridda di emozioni del tabulato dei dati di un censimento metropolitano (uno di quelli ben fatti, sia chiaro).

Con “Fashion Beast” è diverso. Mi scopro ad aspettare il nuovo numero con impazienza. E non è tutto. Stamattina, mentre chiudevo il terzo albo, ero commosso e incazzato.

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2 Risposte to “Un fumetto per l’estate: Fashion Beast”

  1. Ipofrigio Says:

    Pensa te: l’ho visto ieri mattina in un’edicola e mi ha incuriosito prima ancora che vedessi il nome di Moore, ed è strano, perché saranno trent’anni che non sono attirato da un fumetto da edicola. Verificheremo.

  2. Guida agli acquisti: settembre 2013 | Spari d'inchiostro Says:

    […] Avatar press ha pubblicato in un solo volume Fashion Beast di Alan Moore, Malcolm McLaren, Antony Johnson e Facundo Percio. Quel fumetto sta uscendo anche in italiano (per Panini) in albi da edicola (al momento ho visto tre dei cinque albi). Mi sembra sia la cosa più divertente, da anni, con in copertina il nome di Moore. Ne ho parlato QUI. […]

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