Un fumetto per l’estate: Manga, the pre-history of japanese comics

図像漫画_cover英語版

So che stai ancora scorrazzando per amazon.co.jp per comprare l’antologia di “Garo” e “COM” di cui ti dicevo un paio di giorni fa. Non essere frettoloso. C’è un sacco di altra roba che merita la tua attenzione.

Per esempio, qualche settimana fa, ho visto sui banchi di una libreria milanese un libro che non ho comprato solo per il prezzo esorbitante. Mi sono limitato a fotografare quella copertina e, una volta a casa, ho cercato il libro in rete. Costava più o meno la metà. Comunque una fucilata, ma decisamente meglio.

Premetto che a me i libri che raccontano “il fumetto prima del fumetto” un po’ annoiano. Ho un paio di amici, il fumettologico di là e Fabio Gadducci, che, con quelle robe, gongolano un sacco: gli voglio bene, ma sto bene anche senza quei discorsi. Questo libro invece mi piace molto e per motivi diversi.

Innanzi tutto, è un’antologia dei temi e dei modi della caricatura e del disegno umoristico giapponese, che mette in fila tutte le cose che sai e che hai visto e le affianca a cose che hai solo intuito o che non immaginavi neanche. E mi capita allora di scoprire che quel disegno di Shigeru Mizuki che amo tanto è un omaggio affettuoso a una stampa saldamente scolpita nell’immaginario nipponico, oppure che Suehiro Maruo, Kazuichi Hanawa o Hideshi Hino iscrivono consapevolmente il loro lavoro in una tradizione secolare che conoscono benissimo.

In secondo luogo è un oggetto molto bello. Stampato (non benissimo) su una carta porosa, quel libro fa un odore così buono che risulta difficile posarlo. E’ tagliato e incollato su una copertina leggera e avvolto in una sovraccoperta ruvida. Ma la composizione di quei materiali poveri dà una sensazione di oggetto prezioso. Un vero e proprio trompe l’oeil del lusso.

Poi è bilingue – giapponese e inglese – e mentre lo leggi, con difficoltà, perché le parole in caratteri intelligibili sono state stampate in un rosso chiaro sugli sfondi colorati più improbabili, hai continuamente la sensazione che la traduzione sia stata fatta un po’ a naso. (C’è una timeline che vorrei tanto capire… peccato che non sia stata tradotta.)

Infine, non c’è un vero e proprio curatore del libro (o, se c’è, il suo nome è scritto solo in giapponese). Però c’è un prefatore. Uno studioso che si chiama Isao Shimizu e che dimostra che anche in Giappone può succedere che a fare storia del fumetto ci possa finire uno senza meriti che scrive robe che per saperle bastava guardare wikipedia. Però quel tipo lì, per scriverle, usa una retorica zuppa di imprecisione e robusto sciovinismo.

Hmmm… Ci ho ripensato. Forse anche questo libro sul “fumetto prima del fumetto” non mi è piaciuto troppo.

Infine

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3 pensieri su “Un fumetto per l’estate: Manga, the pre-history of japanese comics

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