Giustizia criminale

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La chiamano pena capitale. Un ente che si chiama dipartimento di giustizia, in Texas, ha censito con puntualità e precisione gli esseri umani uccisi legalmente dallo stato.
Da quando la pena di morte è stata riammessa negli USA, nel 1976, il Texas è riuscito a conquistare l’ambita prima posizione nella corsa alla pena capitale. Pur avendo iniziato a iniettare veleni letali nelle vene dei condannati solo il 12 luglio del 1982, alla fine dello scorso giugno, il Texas è riuscito ad allineare 500 corpi. Sono primati che si conquistano con determinazione e incedere inesausto: infatti, oggi i morti sono già 503.

QUI, sul sito del Dipartimento texano di Giustizia Criminale (già, “Criminal Justice”), questi 500 morti diventano individui. Persone che, dopo aver aspettato il proprio turno per anni e prima di stendersi su un lettino, hanno un nome, un’età, una colpa e un ultima frase prima di morire.

Ispirato da “L’echo des Savanes”, copio e traduco l’ultima dichiarazione di alcuni di loro. Le ultime parole di Caino:

  • #34, Jerome Butler, 21 aprile 1990: “Auguro a tutti una buona vita. Va tutto bene.”
  • #73, Freddie Webb, 31 marzo 1994: “Pace.”
  • #94, Fletcher Thomas Mann, 1 giugno 1995: “Voglio dire alla mia famiglia che li amo. I miei avvocati hanno fatto tutto quello che potevano. Tutti i miei fratelli nel braccio della morte, Quelli che sono già morti e quelli che aspettano là dentro. Ed è tutto quello che ho da dire.”
  • #110, David Herman, 2 aprile 1997: “E’ stato orribile e imperdonabile da parte mia prendere la vita di colui che amavate e causare così tanto dolore fisico e mentale. Sono qui perché ho preso una vita e l’omicidio è sbagliato tanto quando è commesso da un individuo quanto quando è commesso dallo stato. Mi dispiace che siamo qui ma se la mia morte vi dà pace e serenità, allora ne vale la pena. A tutti i miei amici e alla mia famiglia, vi amo e sto tornando a casa.”
  • #148,  Joseph John Cannon, 22 aprile 1998: “Mi dispiace per quello che ho fatto a tua mamma. E non perché sto per morire. Per tutta la vita sono stato imprigionato. Non potrò mai perdonarmi per quello che ho fatto. Mi spiace per voi tutti. Vi amo tutti. Grazie per avermi sostenuto. Vi ringrazio per essere stati gentili quando sono stato meschino. Grazie, Dio.”
  • #174, Aaron Christopher Foust, 28 aprile 1999: “Adios, amigos, ci vediamo dall’altra parte. Sono pronto. Quando volete.”
  • #245, Jason Eric Massey, 3 aprile 2001: “Sì. Prima di tutto, vorrei parlare ai familiari delle vittime. Prima di tutto, vorrei dire che non conosco nessuno di voi e questa è una sfortuna, perché vorrei scusarmi con ognuno di voi individualmente. Non riesco neanche a immaginare cosa ho rubato a ciascuno di voi, ma voglio scusarmi e voglio che voi lo sappiate. Sapete che sono colpevole e mi dispiace per quello che ho fatto. Mi scuso e so che non potrete perdonarmi in questa vita e in questo mondo. Ma spero che un giorno riusciate a trovare la forza in voi per perdonarmi. E voglio che sappiate che Christina non ha sofferto così tanto come pensate. Ve lo giuro. Vi do la mia parola. So che vorreste sapere dove sono i suoi resti: li ho lasciati nel Trinity River. Lo dico da quando sono entrato nel braccio della morte. Voglio scusarmi ancora. Spero che in futuro riusciate a perdonarmi. Ok. Ora parlo a mia mamma e alla mia famiglia. Fratello Anderson, Kathy, voglio che sappiate che ho apprezzato che in tutti questi anni siete venuti a trovarmi nel braccio della morte e papà, ti voglio bene. Apprezzo che siate tutti qui e che siate forti per me e, mamma, sai che ti voglio bene, e ho apprezzato tutte le tue visite, le lettere e tutto quello che hai fatto per me. Siete stati tutti meravigliosi. Anche tu, nonna. Vi amo tutti e voglio scusarmi per quello che ho fatto. Per tutto il dolore che ho causato, ma tutto questo dolore ci ha avvicinati tra di noi e ci ha avvicinati al Signore. E alla fine è quello che conta. Vero? Tutto quello che conta è che voi siate con il potente Dio. So che Dio ha usato tutto ciò per cambiare la mia vita. E ne è valsa la pena. Se oggi sono dove sono, posso dire  di fronte alla morte che Gesù è il Signore. Ha cambiato la mia vita e so che quando lascerò questo corpo sarò per sempre con il Signore. Ecco tutto quello che volevo dire. Vi amo tutti e non vi dico addio, vi dico arrivederci. Ti amo, papà. Stanotte ballerò nelle strade d’oro. E chi è senza peccato scagli la prima pietra.”
  • #263, Jose Santellan, Sr., 10 aprile 2002: “Innanzi tutto voglio scusarmi con i familiari di Guajardo anche se non sono qui presenti. Ho amato molto Yolanda. Spero e prego che possano perdonarmi per il dolore. Alla mia famiglia, siate forti. Tom, Orlando, Celia, siate forti. Michael, grazie per la tua amicizia. Grazie per il supporto che mi hai dato. VI ringrazio tutti e vi amo. Ai ragazzi nel braccio della morte, siate forti e spero di vedervi prima o poi. Addio, vi amo ragazzi, non preoccupatevi per me. Andrà tutto bene.”
  • #302, John Chavez, 22 aprile 2003: “Ai media: vorrei che diceste alle vittime e a quelli che li amavano che sono veramente, veramente dispiaciuto per aver preso la vita dei loro amati. E spero che troveranno nel loro cuore la forza per perdonarmi per quello che ho fatto loro. Sono un’altra persona ormai, ma ciò non cambia il fatto che ho fatto delle brutte cose. Che Dio vi doni la stessa pace che ha donato a me e che vi tenga nelle sue mani. E alla mia bella famiglia: siate forti. Ricordate quello che vi ho detto: Dio è la Via, la Verità e la Vita. Ok, guardia.
  • #341, Douglas Roberts, 20 aprile 2005: “Sissignore, Custode. Sono stato al fresco troppo a lungo. Prima di andarmene, voglio dire una cosa a tutti voi. Quando muoio, seppellitemi bello profondo, con due casse ai piedi, una cuffia in testa e copritemi di rock’n roll, quando sono morto. Ci vedremo in paradiso, prima o poi. E’ tutto, guardia.”
  • #391, James Clark, 11 aprile 2007: “Uh, non so, Um, non so cosa dire. non sapevo. (pausa) Non sapevo che ci sarebbe stato qualcuno qui. Salve.”
  • #436, Michael Rosales, 15 aprile 2009: “No. Vi amo. Possa il signore essere con voi. Pace. Ho fatto.”
  • #453, William Josef Berkley, 22 aprile 2010: “Samantha, ti amo con tutto il mio cuore e la mia anima. Cori, grazie di tutto, assicurati che la mia principessa stia bene. Preferisco la morte al disonore. Cori, penso che tu debba continuare a studiare Legge. E’ una tua decisione; c’è bisogno, là fuori, di avvocati che si battano per la giustizia. Preferisco la morte al disonore. Guardia, andiamo. Grazie che sei venuta, Irene”
  • #482, Beunka Adams, 26 aprile 2012: “Prima di tutto, voglio dire a mia mamma di non piangere, non c’è nessuna ragione per piangere, tutti muoiono. Ognuno ha il suo tempo, non ti preoccupare per me. Sono forte. Alla mia famiglia: il mio vecchio, i miei bambini, a papà dispiace. Vi amo tutti. Vi guarderò. A mia moglie: ti amo. Gli ultimi due anni sono stati i migliori. A tutti i miei bambini, alla mamma, ai miei nipoti: sono orgoglioso di voi tutti. Vi amo tutti. Davvero. Alle vittime: mi dispiace tanto per tutto quello che è successo. Non sono la persona cattiva che pensate. Ero veramente stupido a quei tempi. Ho fatto un sacco di errori. Quello che è successo è sbagliato. Ero un bambino in un mondo di adulti. Ho incasinato tutto e non posso tornare indietro. Non ero abbastanza grande per capire. Per favore, non portatevi quel dolore nel cuore. Dovete trovare il modo di liberarvi dall’odio. Credetemi, uccidermi non vi darà conforto. Sperò che voi troviate conforto. Non lasciate che quell’odio vi divori, cercate un modo per gettarvelo alle spalle. Linda, ti amo, ti rispetto, odio il modo in cui sono andate le cose. Miss Sheri, grazie. Ancora alle vittime, Odio il modo in cui tutto ciò vi è successo. Non penso che da lì arriverà alcun male. Ci rivedremo. Vi amo tutti. Siate forti per me. Tenete alta la testa. Sono venuto al mondo forte, lascerò questo mondo forte. Guardia, andiamo. Mi dispiace per i familiari delle vittime. L’omicidio non è giusto. Nessun omicidio lo è. Dobbiamo trovare un altro modo.”
  • #494, Ricky Lynn Lewis, 9 aprile 2013: “Miss Connie Hilton, mi spiace per quello che le è successo. Se non l’avessi stuprata, lei non sarebbe viva. Se legge le trascrizioni, saprà che non ho ucciso mister Newman e non ho rubato in casa sua. Ci sono due persone ancora vive. Io passavo di lì. Quando l’ho vista nel furgone che andava via, avrei potuto ucciderla ma non l’ho fatto. Non sono un assassino. Mia mamma è stata stuprata, mi spiace per quello che lei ha dovuto subire. Non sono io che ho rubato tutta la sua roba. Se legge le trascrizioni, troverà tutto. Chiedo al buon Signore di perdonarmi. Vi amo tutti; Sheena, mia sorella, mamma, e papà. Pregate per me e continuate a combattere. Ottenete le trascrizioni e fate in modo che emerga la verità, così non sarò morto invano. Ringrazio il Signore per l’uomo che sono oggi. Ho fatto tutto ciò che potevo per migliorarmi, per imparare a leggere e a scrivere. Portami dal mio Re. Vi amo tutti e grazie per l’amore che mi avete dato. Vi rispetto tutti. Miss Hilton. Ok, lasciatemi riposare. Brucia.”

2 Risposte to “Giustizia criminale”

  1. Raoul Lolli Says:

    Sono tutte lettere meravigliose.
    Meravigliose, struggenti, belle, sincere, buone.
    Onore a chi le ha scritte e a chi le ha pubblicate.

  2. Anarchivio | Spari d'inchiostro Says:

    […] L’otto di agosto ho scoperto che il sito del dipartimento di giustizia criminale del Texas ha pubblicato le ultime parole di tutti i condannati a morte. Traducendole mi è parso che quell’appellativo fosse molto preciso: giustizia criminale. […]

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