A proposito di Gorey

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Magari ti piace Fela Kuti. E ti piace tanto. Tantissimo, addirittura. Ti piace al punto che vorresti averne tutti i dischi. Ah… Ti ho fatto sorridere, vero? Sai benissimo che la discografia di Kuti è così vasta e disordinata che sognarne una collezione è un’illusione un po’ folle.

Ecco. Se c’è tra i narratori con parole e immagini uno con una produzione difficile da catturare come tutti i suoni incisi da Kuti, quello è Edward Gorey.

Senti un po’. Dal 1953, quando esce il suo primo libro, al 2000, anno della morte non smette mai di realizzare picture book. Se ne contano oltre cento, ma nessuno ne è veramente certo. Poi fa illustrazioni, copertine, scenografie, scrive poesia e teatro, indossa converse, pellicce e impermeabili giallissimi, ha un look che fa sembrare Alan Moore un sanbabilino, stipa collezioni variegate e improbabili in una casa da inquilino chimerico, … E per fare questo, usa un sacco di pseudonimi bellissimi, ridanciani, wutkiani, enigmatici, ridondanti. Wikipedia enumera: Ogdred Weary, Mrs. Regera Dowdy, Eduard Blutig, Raddory Gewe, Dogear Wryde, E. G. Deadworry, D. Awdrey-Gore, Edward Pig, Wardore Edgy, Madame Groeda Weyrd, Dewda Yorger…

In italiano, di Gorey, trovi qualcosa nell’usato e i cinque libri tradotti da Matteo Codignola per Adelphi. Il mio amico Andrea ha parlato di Gorey QUI, dimostrandomi che non è facile farlo, poi, non soddisfatto, ha proposto una lettura comparata di tutte le traduzioni di The Doubtful Guest QUI.

Per leggere più Gorey possibile, minimizzando spesa e spazio, ti consiglio quattro volumi, usciti dal 1972 al 2006, che contengono oltre 15 libri di Gorey l’uno. I titoli sono: Amphygorey, Amphygorey too, Amphygorey also e Amphygorey again. Certo, tenerli in mano non produce la stessa sensazione di godimento dei singoli libelli cartonati, ma non mi diventare snob proprio ora.

Franco Matticchio è uno dei fumettisti più bravi di questo paese. Se non lo sai, non è solo colpa tua. Tanto lui quanto l’editoria italiana stanno facendo di tutto per farcelo dimenticare. È un uomo pieno di ossessioni: due tra tutte, Peter Arno e Edward Gorey. Proprio pensando a Edward Gorey ha fatto la trilogia del signor Ahi. Forse ancora la trovi.

Un autore francese di fumetti, Guillaume Bianco, sta facendo uno straordinario omaggio a Gorey con una serie molto bella, Billy Brouillard. Pur cercando di rivolgersi a un pubblico di bambini – obiettivo che a Gorey non interessa minimamente – Bianco omaggia l’americano nel segno, nei temi, nella comicità e, a volte, nella metrica del racconto verbale. Ed è un vero peccato che l’editore italiano non se ne sia accorto.

Questo è Gorey.

Non sono un eccentrico. Solo sono più vivo della maggior parte della gente. Sono un’anguilla elettrica impopolare, intrappolata in uno stagno pieno di pesci gatto.

Edward in pelliccia

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