Guida agli acquisti: ottobre 2013

Ottobre è un mese di risveglio editoriale. Alla fine del mese apre, per un’intera settimana, la più grande fumetteria del paese. Tra le mura di una cittadella toscana presa d’assalto da cosplayer e nerd, per molti editori giunge il momento di massimo fatturato. Poi, alcuni di loro centellinano le uscite in un periodo più lungo, per dare ai frequentatori delle librerie un’illusione di presenza continuativa sugli scaffali, dimenticando che un libro non distribuito è costosissima carta morta che appesantisce il magazzino. Un po’ dei titoli che mi interessano te li racconto adesso, per gli altri ci sentiamo tra un mese. Tanto, lo sai, sono un abitudinario e, quando ripassi, mi trovi.

(Ah! Questo è il secondo mese di consigli. Non possiamo ancora dire di essere di fronte a una rubrica, ma è quasi un tentativo.)

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Finalmente arriva, per First Second, il primo volume di Battling Boy. Paul Pope sta lavorando a questo fumetto da tantissimo tempo. Ho visto le prime pagine di questo lavoro esposte durante “Fumetto International”, mostra curata da Fausto Colombo e Matteo Stefanelli alla Triennale di Milano nel 2006. E’ la storia di un ragazzino che veste i poteri della t-shirt che indossa (e che può scegliere da un guardaroba risicato). Se hai sentito i riassunti promozionali, secondo me, possono esserti venute in mente due cose distinte: o la metafora sulla realtà come abito di dio di Philip K. Dick (cito a memoria: “la realtà è l’abito che dio sceglie dal proprio guardaroba, senza alcun vincolo di coerenza”); oppure Ben 10. La prima serie di Ben 10 è uscita nel 2005 e credo proprio che la somiglianza sia una coincidenza.
First Second presenta Battling Boy così:

The adventure begins in the new graphic novel by comics legend Paul Pope.
Monsters roam through Arcopolis, swallowing children into the horrors of their shadowy underworld. Only one man is a match for them – the genius vigilante Haggard West.
Unfortunately, Haggard West is dead.
Arcopolis is desperate, but when its salvation comes in the form of a twelve-year-old demigod, nobody is more surprised than Battling Boy himself.
IT’S TIME TO MEET AN ELECTRIFYING NEW HERO.

Due cose:
1. Paul Pope è stato citatissimo nei mesi scorsi perché, durante una chiacchierata con Gene Yang nel corso del San Diego Comic-Con, ha raccontato della sua rottura con la DC comics. E’ un aneddoto gustosissimo e lo riporto:

Batman è andato abbastanza bene, e allora mi sono seduto con il capo della DC Comics. Avevo proprio voglia di fare “Kamandi (L’ultimo ragazzo sulla terra)”, il personaggio di Jack Kirby. Proprio tanta… e lui mi ha detto: “Ma vuoi fare una cosa per ragazzini? Fermo. Fermo. Noi non pubblichiamo fumetti per ragazzini. Pubblichiamo fumetti per 45enni. Se vuoi fare fumetti per bambini, puoi fare Scooby-Doo”. E io ho pensato: “Mi sa che è ora di finirla.”

2. In contemporanea con l’edizione First Second, dovrebbe uscire anche quella in italiano per BAO.

SecretHistory

Alla fine di ottobre esce, per Fantagraphics, The Secret History of Marvel Comics: Jack Kirby and the Moonlighting Artists at Martin Goodman’s Empire di Blake Bell e Michael J. Vassallo. A giudicare da quello che si vede nelle venti pagine di anteprima in PDF, sembra proprio un bel libro.
L’editore (che – con la sistematicità con cui cicca le date in cui mi promette i libri – mi ha abituato a prendere con le pinze le sue pianificazioni editoriali) lo presenta così:

Marvel Comics is home to such legendary super-heroes as Spider-Man, Hulk, Thor, Captain America, and Iron Man, all of whom have spun box office gold in the 21st century. But Marvel Comics has a secret history hidden in the shadows of these well-known franchises.The Secret History of Marvel Comics digs back to the 1930s when Marvel Comics wasn’t just a comic-book producing company. Marvel Comics owner Martin Goodman had tentacles into a publishing world that might have made that era’s conservative American parents lynch him on his front porch. Marvel was but a small part of Goodman’s publishing empire, which had begun years before he published his first comic book. Goodman mostly published lurid and sensationalistic story books (known as “pulps”) and magazines, featuring sexually-charged detective and romance short fiction, and celebrity gossip scandal sheets. And artists like Jack Kirby, who was producing Captain America for eight-year-olds, were simultaneously dipping their toes in both ponds.The Secret History of Marvel Comics tells this parallel story of 1930s/40s Marvel Comics sharing offices with those Goodman publications not quite fit for children. The book also features a comprehensive display of the artwork produced for Goodman’s other enterprises by Marvel Comics artists such as Jack Kirby and Joe Simon, Alex Schomburg, Bill Everett, Al Jaffee, and Dan DeCarlo, plus the very best pulp artists in the field, including Norman Saunders, John Walter Scott, Hans Wesso, L.F. Bjorklund, and Marvel Comics #1 cover artist Frank R. Paul. Goodman’s magazines also featured cover stories on celebrities such as Jackie Gleason, Elizabeth Taylor, Liberace, and Sophia Loren, as well as contributions from famous literary and social figures such as Isaac Asimov, Theodore Sturgeon, and L. Ron Hubbard.These rare pieces of comic art, pulp and magazine history will open the door to Marvel Comics’ unseen history.

Douglas Adams

Pare che, durante il mese di ottobre, Mondadori uscirà con un nuovo romanzo firmato da Douglas Adams, Doctor Who: Shada. Se è quello che penso io, Adams quel libro non lo voleva neanche. Lo scrittore della Guida Galattica ha scritto tre episodi del Doctor Who. Shada è il terzo, girato in parte e mai trasmesso. Gli episodi del dottore sceneggiati da Adams sono tra i pochi a non essere mai stati trasformati in romanzi, questo perché Adams, da vivo, non permetteva che qualcuno maneggiasse il suo materiale narrativo e il lavoro di trasposizione in romanzo era così mal pagato che si rifiutava di farlo personalmente. Poi, nel 2001 è morto e nel 2012 qualcuno, Gareth John Pritchard Roberts, ha trasformato quella sceneggiatura in un romanzo. Secondo te, che nome ci sarà in copertina?

Visual Thinking

Sempre a ottobre dovrebbe uscire anche Pensiero visuale di Rudolf Arnheim per Mimesis. I siti di e-commerce lo annunciano, il sito dell’editore si guarda bene dal fornire qualsivoglia informazione. Credo sia una nuova edizione di Visual Thinking, saggio che, a oggi, era disponibile con il titolo Pensiero visivo nell’edizione del 1974 (ristampata nel 1997) dei paperback Einaudi. Costa, l’edizione Einaudi, una fucilata (€33). Se esce a un prezzo abbordabile, toccherà leggerlo. Questa la scheda Einaudi:

Rudolf Arnheim è noto in tutto il mondo per i suoi studi psicologici sulle forme e le funzioni artistiche. In questo lavoro egli sostiene che tutto il pensiero (non soltanto il pensiero relativo all’arte o ad altre esperienze figurali) ha natura fondamentalmente percettiva e che l’antica dicotomia tra vedere e pensare, tra percezione e ragionamento, è falsa e induce in equivoco. Arnheim dimostra che anche i processi primari della percezione coinvolgono meccanismi che sono tipici del ragionare, e descrive l’attività della risoluzione di problemi nell’arte come nella fantasia attraverso i modelli di pensiero della scienza. I materiali impiegati nell’argomentazione di Arnheim provengono da filosofi antichi e moderni; dai risultati di laboratorio della psicologia sperimentale; dalle ricerche sulla percezione e l’arte infantile; dalla letteratura scientifica in campo fisico e astronomico. Le osservazioni di Arnheim mantengono la discussione a livello concreto, legata all’esperienza umana in situazioni reali. Rivolgendosi ad un vasto pubblico, questo libro propone un tirocinio visivo in tutti i campi dell’apprendimento. Il vivace realismo con cui Arnheim presenta le sue tesi teoriche ha fatto di quest’opera uno strumento indispensabile per gli studiosi e gli appassionati dell’arte.

Hugo

L’altro Daniele Barbieri, quello che si occupa anche di fantascienza, ha in uscita un libro co-firmato con Raffaele Mantegazza. Il volume s’intitola Quando c’era il futuro: Tracce pedagogiche nella fantascienza ed è edito da Franco Angeli. Ecco come lo presenta Barbieri in un post sul suo blog:

Ve ne riparlerò ma intanto ecco il doppio indice. Perché doppio? Nel senso che gli argomenti sono affrontati due volte con diverso tagkio: nella prima parte («Narrare futuri: i temi della fantascienza») da Barbieri; nella seconda parte («Generare futuri; tracce pedagogiche») da Mantegazza.
1 – Sul concetto di umanità
2 – Mondi sottosopra: la fantascienza, la politica e i poteri
3 – La violenza è per sempre? Russell, Dick e Ursula Le Guin dicono di no
4 – Breve viaggio fra gli alieni
5 – E se la fine del mondo fosse anche un inizio?
6 – Dio ha un futuro? (primo filone: Ogni epoca ha il suo dio; secondo filone: Sguardi alieni sulle religioni; terzo filone: Supermarket delle fedi)
7 – Ecologie per il futuro prossimo
8 – Il tempo e i suoi paradossi
9 – Utopie, distopie e infiniti mondi
10 – Genitori perduti nello spaziotempo?
11 – Bambini inquietanti, bambini maledetti
12 – Maschile, femminile e altre complicazioni
Il libro è completato da una breve «introduzione», da un «dizionarietto fantascientifico» e da una «bibliografia minima per vagabondare fra mondi e futuri», scritti a 4 mani.

Prima di questo libro, Barbieri e lo scomparso Riccardo Mancini avevano pubblicato tre antologie che meritano di essere guardate con attenzione: Imparare dal futuro (La nuova Italia, 1988), Immaginare futuri (La Nuova Italia, 1990) e Di futuri ce n’è tanti (Avverbi, la casa editrice di Mancini, 2006).

I libri di The Box, la nuova etichetta di Omar Martini, non li ho ancora visti. Sono curioso. Scopro, grufolando tra le novità librarie che, per ottobre, hanno annunciato Il pupazzo di neve di Raymond Briggs. Di suo, questa non sarebbe un’ottima notizia. Snowman è uno dei pochi libri che non è mai stato troppo difficile trovare in Italia. Ti puoi procurare, senza problemi, l’edizione EL e, in tempi di amazon, un libro senza parole lo compri nella lingua che vuoi, senza troppe menate. Sarebbe invece un’ottima notizia se questo libro fosse una premessa alla pubblicazione organica degli altri lavori di Briggs che in Italia non si sono mai visti (Gentleman Jim, Fungus the Bogeyman, The Tin-Pot Foreign General and the Old Iron Womane soprattutto Ethel & Ernst) o non si vedono da troppo tempo (When the Wind Blows).

Eco

Storia delle terre e dei luoghi leggendari. 480 pagine di Umberto Eco sulle geografie dell’immaginario. Nuff said. Così l’editore:

La nostra immaginazione è popolata da terre e luoghi mai esistiti, dalla capanna dei sette nani alle isole visitate da Gulliver, dal tempio dei Thugs di Salgari all’appartamento di Sherlock Holmes.
Ma in genere si sa che questi luoghi sono nati solo dalla fantasia di un narratore o di un poeta.
Al contrario, e sin dai tempi più antichi, l’umanità ha fantasticato su luoghi ritenuti reali, come Atlantide, Mu, Lemuria, le terre della regina di Saba, il regno del Prete Gianni, le Isole Fortunate, l’Eldorado, l’Ultima Thule, Iperborea e il paese delle Esperidi, il luogo dove si conserva il santo Graal, la rocca degli assassini del Veglio della Montagna, il paese di Cuccagna, le isole dell’utopia, l’isola di Salomone e la terra australe, l’interno di una terra cava e il misterioso regno sotterraneo di Agarttha. Alcuni di questi luoghi hanno soltanto animato affascinanti leggende e ispirato alcune delle splendide rappresentazioni visive che appaiono in questo volume, altri hanno ossessionato la fantasia alterata di cacciatori di misteri, altri ancora hanno stimolato viaggi ed esplorazioni così che, inseguendo una illusione, viaggiatori di ogni paese hanno scoperto altre terre.

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