Lateef Crowder

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Lateef

La capoeira è decisamente una delle discipline di combattimento che più mi affascinano. Trovo incomprensibili molti dei suoi elementi più evidenti. Non c’è l’usuale cattiveria dei calci e dei pugni tirati a un sacco o scambiati su un ring. Non c’è la serietà rituale, quasi religiosa, che avvolge il saluto, le forme e la meditazione delle discipline nipponiche e cinesi.

Nella capoeiria c’è musica, si balla, si volteggia, si sorride spesso, c’è chi fa il segno della croce e chi emula movimenti animali. Una spiritualità panafricana avvolge tutto. A partire dalla roda (il cerchio di persone entro cui succede la capoeira), dal berimbau (lo strumento che ritma il gioco) e dalla ginga (lo strano passo che dà senso a tutta la danza).

Mai capita la capoeira. Mi affascina tantissimo e se trovassi un posto milanese per giocarci un paio di mesi, probabilmente inizierei. A 45 anni suonati. Cercando modi nuovi di farmi moderatamente male. Ma, lo sai, trovare un maestro non è mica come scegliere il parrucchiere: muove al livello di complessità superiore.

Nei filmacci di combattimento, la capoeira è tra le discipline più ignorate. A me viene in mente un solo attore, esperto della disciplina brasiliana, che venga ingaggiato sistematicamente: si chiama Lateef Crowder.
Un tipo affascinante, grande e grosso e con i dreadlock. Il personaggio giusto per comparsate sporadiche che, anche quando non fa il cattivo, deve necessariamente perdere.

Di seguito linko un suo esame di Capoeira, seguito da una compilation di sconfitte più o meno onorevoli.

Un quasi pareggio in un cortometraggio di Sam Looc, Inmate 451.

Eddy Gordo in Tekken (nel film, ma credo che Crowder sia la fonte di ispirazione del personaggio Gordo dei videogiochi) le prende da Raven (Darrin Dewitt Henson).

Le prende due volte da Jason Yee in “The Girl From The Naked Eye” (film di cui non so niente)

Le prende da Tony Jaa in Protector (e mica è una cosa di cui vergognarsi).

E infine, da Undisputed 3, la vittoria contro il rappresentante delle carceri greche e la sconfitta – onorevolissima – contro Yuri Boyka, interpretato da Scott Adkins (un tipo che un’industria dell’intrattenimento più matura avrebbe scelto come prossimo Batman cinematografico).

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