Topolino: una decrescita infelice

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TopolinoPanini

Hai visto il nuovo “Topolino”? Hai notato come si porta addosso le stigmate del clamoroso insuccesso?

Una copertina di Giorgio Cavazzano di cui ho letto mirabilie e che è oggettivamente orribile. Cavazzano è un disegnatore gigantesco e gli ho visto fare dediche a matita che la maggior parte dei fumettisti non sarebbe in grado di montare su una pagina definitiva cui ha dedicato ore di lavoro. Eppure quella copertina sembra disegnata da uno che stava usando la mano destra per fare cose più importanti (e con la sinistra teneva il sigaro, aggiunge Boris). Un’idea marketing scema: rifare l’immagine simbolo delle figurine Panini, per significare che la nuova rotta editoriale ha radici profonde nell’immaginario italiano. I lettori cui – credo – Topolino dovrebbe ambire maggiormente (bambini che frequentano le scuole elementari e medie) ignorano quel simbolo (e anche delle figurine gliene frega pochissimo). Evidentemente il marketing di Panini ha idee diverse dalle mie sulle strategie di offerta e sulle speranze di vita di quel giornale. Come dargli torto? E’ gente che è andata a scuola dai medesimi guru presso i quali si è formato il marketing della Warner. Qualche tempo fa, un manager di DC Comics rispondeva a una proposta di Paul Pope: “Ma vuoi fare una cosa per ragazzini? Fermo. Fermo. Noi non pubblichiamo fumetti per ragazzini. Pubblichiamo fumetti per 45enni.”.
Cavazzano è un grande professionista, capace di adeguarsi alle sceneggiature propostegli da chiunque come nessun altro. Per realizzare quell’idea banale, sciocca e brutta, ha fatto un disegno che muove allo stesso livello: guarda la mano sbagliata che finge di essere un puntatore mouse di un mac; guarda la coda che esce dalla chiappa del topo.

I bambini leggono “Topolino”, ma non sono i soli. Quando quel giornale entra in casa (spesso passando per la cassetta delle lettere), finisce tra le mani di tutti i membri della famiglia. Quel giornale viene sfogliato da persone insospettabili. Basta fare un giro tra amici, conoscenti e colleghi per scoprire quanta gente lo legga. Punto di forza di “Topolino” è la sua struttura da prodotto di consumo. Un formato azzeccatissimo (nato per caso, è vero, ma che ancora oggi mostra la propria superiorità) che è diventato uno standard. Quel giornale lo metti in tasca, lo pieghi, lo sfogli, lo porti al cesso, lo lanci sul tavolo, lo impigni, lo cestini. Quando vedo una scatola piena di vecchi “Topolino”, venduti a 50 centesimi l’uno, buttata sul marciapiede durante il mercato rionale, mi stupisce sempre come i segni del tempo siano solo sulla copertina e sui bordi della costa.
Bene. Non so cosa sia successo, ma il primo numero del “Topolino” Panini, dopo essere stato letto una prima volta, si squaderna, perde le pagine, saluta la propria copertina. Certo, mio figlio non lo ha sfogliato come se fosse un oggetto da collezione da infilare subito in una busta antistatica e a basso rilascio di acidi e non lo ha sfogliato con cura in un ambiente a umidità e temperatura stabilizzata. Che ci vuoi fare? E’ un ragazzino.

La strategia di lancio, poi, mostra qualche area migliorabile. Ne sono certo. Recentemente l’uscita del numero 3000 ha mostrato una via. Un evento annunciato e ben costruito ha innestato un tassello importante nella storia dell’editoria da edicola italiana. Un albo corposo, prezioso e fitto di ottimi fumetti, nato per festeggiare una ricorrenza rara. E’ andato esaurito a 24 ore dall’uscita: non se lo aspettava nessuno.
“Topolino” 3019, il primo con il logo Panini in copertina, è stato gratificato da una tiratura calibrata su quella del numero 3000. Non ho mai visto delle pigne di “Topolino” così alte fare capolino dai chioschi italiani. Avesse almeno un bel disegno in copertina!

26 Risposte to “Topolino: una decrescita infelice”

  1. borisbattaglia Says:

    “i bambini non hanno abbandonato i fumetti, sono i fumetti, nella loro ambizione, ad abbandonare i bambini”
    Michael Chabon, Mappe e leggende, Indiana, 2013, p. 101

  2. mattdz22 Says:

    “Internet e il suo culto dell’anonimato forniscono una sorta di immunità a chi vuole parlare degli altri: in questo senso è difficile trovare un’accezione più moralmente distorta del concetto di libertà di parola.”

    Richard Bernstein sul New York Times

  3. mattdz22 Says:

    Anche io l’ho letto e, pur non essendo uno che tratta i fumetti come oggetti da collezionismo, copertina e pagine sono ancora al loro posto. A parte questo, prima di parlare in questi termini del lavoro di un uomo con 50 anni di fumetto di altissimo livello alle spalle, dovrei quantomeno pareggiarne l’esperienza.

  4. sparidinchiostro Says:

    Mattdz22: non ho capito niente di quello che hai scritto. Me lo spieghi, per favore? Cosa c’entra l’anonimato? Chi è l’uomo con 50 anni di fumetto di cui qualcuno avrebbe parlato male?
    Chiedo solo perché potrei essere d’accordo. Ci sono un sacco di persone che hanno fatto male lo stesso mestiere per mezzo secolo e più.

  5. mattdz22 Says:

    Ho citato Bernstein perché credo fotografi bene l’eccesso che a volte ci concediamo nell’esprimere opinioni su internet, magari non del tutto volontariamente. Mi è sembrato esagerato definire oggettivamente brutto questo lavoro che non fa altro che ricalcare la rovesciata di Parola ripresa dalla Panini. A ognuno le proprie opinioni, per fortuna. Non ho scritto che si è parlato male di Cavazzano, ho scritto che secondo me è eccessiva nei termini la critica a questo suo lavoro. Per il resto ben venga il confronto

  6. sparidinchiostro Says:

    E’ sempre straordinario il grado di ambiguità semantica che si nasconde dietro il linguaggio umano.
    Pensa che, dai tuoi 2 commenti, io avevo capito che avessi citato Bernstein perché, in assenza di opinioni, si può sempre fare affidamento sul caro vecchio cut&paste e che, spinto dall’impeto inerziale della volontà di omaggio, avessi fatto tua la vecchia citazione (che continuo a trovare di grettezza squisita) “chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, e chi non sa neanche insegnare critica”.
    Adesso, grazie al tuo chiarimento, so di aver capito male e posso dirti che non sono d’accordo con te e che la critica che ho espresso sarebbe eccessiva se l’avessi riportata nei termini in cui entro mi rugge.

  7. sergioXVII Says:

    Io, senza citare alcun Bernstein, ti dico molto più semplicemente che hai scritto una valanga di stronzate, peraltro scritte pure male.

    Non sto a elencartele nel dettaglio tutte, ma l’apice è “I lettori cui […] Topolino dovrebbe ambire maggiormente […] ignorano quel simbolo” e “guarda la mano sbagliata che finge di essere un puntatore mouse di un mac”. Qui si capisce che non hai proprio idea di che cazzo stai parlando.

  8. sparidinchiostro Says:

    sergioXVII, considero la sintesi una virtù. Sono sicuro che quello che volevi dire possa essere riassunto, con maggior efficacia, in “Vaffanculo, idiota!”. Siccome sei stato così gentile da non dirmelo frontalmente e non ho voglia di cercare circonlocuzioni un po’ involute, eviterò di risponderti.

  9. Joey K. Says:

    E fai bene, perché chi scrive “è oggettivamente orribile” sta pontificando dal basso della sua presunzione, chiudendo a qualsiasi ipotetica discussione.

  10. sparidinchiostro Says:

    Che sciocchezza! Ti piace anche il calcio?

  11. LuigiXVI Says:

    @spari: Ha ragione quello con il nome da papa.
    Hai scritto “I lettori cui […] Topolino dovrebbe ambire maggiormente […] ignorano quel simbolo”.
    Ho guardato in giro nel tuo blog è ho trovato anche: “[…]satana […] è […] il mio […] signore e […] padrone[…]. P[…]orc[…]o[…]ddio[…]![…]![…]!”
    Sei l’anticristo!

    P.S.: Sei troppo signore. Come fai a non cancellare quei commenti?

  12. sparidinchiostro Says:

    LuigiXVI: Mi hai scoperto.

    PS: col tempo mi sono rammollito. Pensa che non cancello neppure il tuo.

  13. Hugo Says:

    Non ho potuto comperare il Topolino Panini quindi non posso dire nulla sulla qualità del albo.
    Sul disegno copertina purtroppo sono d’accordo. Dico purtroppo perché anche io considero Cavazzano un disegnatore gigantesco.
    Guardando la bozza: http://3.bp.blogspot.com/-8a-Nv7h-TTw/UkwIxInV_zI/AAAAAAAABgg/-iPyAzjXxRQ/s1600/topolino3019cavazzano.jpg
    … considero che chi abbia fatto la versione finale abbia poco concetto del disegno. La mano destra sembra disegnata male da Cavazzano ma dalla bozza si vede che Giorgio aveva tirato giù dei tratti piu semplici, un riassunto stilistico fatto da uno che il disegno lo respira.L’assistente con il colore digitale , che come molti oggi, non coglie la delicatezza e cerca di “finire” la mano , non capendo che era già finita come nella prima matita di Cavazzano. A questo aggiungiamo una cosa che personalmente detesto, quella di voler aggiungere rotondità ad assolutamente tutto , dei coloristi digitali di oggi, troppo entusiasti dell’era Pixar , che non capiscono che nel disegno ci sono decisioni fatte per “design”, che non tutto vuol dare l’illusione della tridimensionalità , ecco perché Topolino a quelle brutte sfumature arancioni nelle orecchie e nel naso, che lo fanno sembrare “sporco” piuttosto che curvo.

  14. sparidinchiostro Says:

    Grazie Hugo. Mica l’avevo vista la matita di Cavazzano. Da che blog viene?

  15. Hugo Says:

    Purtroppo ho copiato il link da un commento di Facebook… e come vedi non viene fuori il vero link del Blog, ma solo il diretto per l’immagine

  16. Alessandro Says:

    Ahimè, faccio Disney da trent’anni e la mia opinione sul disegno di copertina di Cavazzano è che sia semplicemente perfetto. Ha preso il disegno originale, che tutti conoscono, e lo ha “topizzato”. Solo lui può raggiungere la perfezione (qualcosina di più, in realtà) perchè è l’unico che maneggia questi personaggi con la stessa facilità con cui noi semplici umani beviamo acqua, respiriamo, camminiamo… L’idea è semplice, ma perfetta nella sua efficacia. Trasmette tradizione, dinamismo, positività, innovazione nella tradizione. E NATURALEZZA NELL’ESPRIMERE TUTTO CIO’. Cavazzano, sei sempre il più grande. E di parecchio.

  17. sparidinchiostro Says:

    Alessandro, il disegno di Cavazzano è bello (non perfetto, ma bello). Peccato che sulla copertina di Topolino abbiano pubblicato un’altra cosa.

    Magari ci fosse stato un ricalcatore, invece è arrivato qualcuno che ha aggiunto spessore e ombre per dare più profondità.

  18. Joey K. Says:

    ma… LOL!
    cosa mi tocca leggere

  19. sparidinchiostro Says:

    cosa mi tocca leggere
    E se diventi abbastanza bravo con i caratteri alfabetici, puoi passare al livello di difficoltà successivo: puoi provare a guardare le figure.

  20. Joey K. Says:

    E dire che avrei detto che sei tu quello che non sa guardare le figure (tipo il logo Panini, per dire).

    Mentre invece il caro LuigiXVI qui sopra è ovvio che non sa leggere. Poi quando suggerisce di cancellare i commenti è davvero un gran signore.

  21. sparidinchiostro Says:

    Ma sai che sei noioso? Se fossimo per strada me ne andrei. Ma qui sei in casa mia e decido io chi ha l’ultima parola. E’ questione di ritmo. La prossima volta che commenti senza articolare un pensiero e spari un’infantilata (come il “chi lo dice sa di esserlo” qua sopra), cancello senza pietà. E’ questione di igiene.

  22. Gianluigi Filippelli Says:

    Sulla qualità del prodotto: non ho trovato gli stessi problemi con le pagine. L’albo, poi, è stato stampato e rilegato dalla stessa tipografia utilizzata dalla Disney.
    Sulla copertina (unita con il servizio all’interno della visita agli stabilimenti Panini): a me ha dato la sensazione più di accoglienza della Disney al nuovo stampatore che non dell’arrivo di un nuovo editore, come invece avvenne con il 1702, dove realmente c’era l’idea di cambiare qualcosa pur restando nella tradizione.
    Infine, secondo me, gli effetti digitali aggiunti sono stati fatti (da Intini, per inciso) più pensando alla copertina variant che non a quella regolare (che comunque dal vivo ho trovato meglio che nella versione digitale).

  23. Alessandro Says:

    Divertente il video, l’avevo già visto grazie ad Antonio Menin. Spero di vedere l’intero film, prima o poi.
    Forse però non c’entra molto con la copertina Panini.
    Cavazzano normalmente si avvale di Sandro Zemolin per il ripasso a china. Essendo io stato per circa dieci anni “a bottega” dal Cavazz, sento di poter dire che la copertina in questione l’ha ripassata Cavazzano stesso. Zemolin da molti anni si è trasferito a vivere a un paio di chilometri dal Maestro, proprio perchè il controllo sul ripasso è da sempre stringente. Due-tre pagine alla volta con rimaneggiamenti continui. Inoltre, da sempre, il Maestro tiene specificamente il ripasso delle teste di Mickey per sè. E comunque Cavazzano definisce Zemolin “La mia seconda mano destra”, tanto per capirci. Resta il fatto che la copertina l’ha ripassata il Cavazzano stesso (secondo me, ma credo di capirne qualcosa). A pochi chilometri da Cavazzano abita anche il suo colorista di fiducia, il grande Stefano Intini. Quello che la copertina ha colorato. Anche lui grandissimo disegnatore di paperi e topi, anche lui allievo come me del Maestro di Cannaregio. Naturalmente quel disegno non deve piacere a tutti, sarebbe meglio mettere un “per me…” prima di ogni critica o apprezzamento.Io normalmente cerco di farlo. Tutto sommato capita anche ai migliori di prendere qualche cantonata.
    Cordialità.
    Alessandro

  24. sparidinchiostro Says:

    Gianluigi: ci sta.

    Alessandro: Tre cose:
    1. La scena successiva di Chasing Amy è anche più divertente: c’è un autore che presenta il suo fumetto supermacho durante un evento che potrebbe essere il San Diego Comic Con. Se riesci scaricalo (ops… compralo) in inglese.
    2. Potrebbe averlo inchiostrato anche Joe Sinnot in perona: quello è un cattivo lavoro. E – giuro – ho una stima infinita per Joe Sinnot e anche per Giorgio Cavazzano. Purtroppo, un mio amico mi ha insegnato che Tutto sommato capita anche ai migliori di prendere qualche cantonata.
    3. E se capita ai migliori, figurati a me. Ciò nonostante, trovo insopportabile chiunque scrivendo abbondi di “secondo me”, “a mio avviso”, “imho”, ecc ecc. Se la sto scrivendo io e non ho attribuito la frase ad altri, di chi credi sia quell’opinione. Mica porto in bocca il punto di vista di dio (che non esiste… o devo dire “secondo me”?). La scrittura è strutturazione di trucchi retorici. Che noia l’assenza di toni perentori quando servono.

  25. Alessandro Says:

    Ma va bene. Io preferisco distinguere le mie opinioni da quelli che sono, diciamo, dei “dati di realtà”. Ma vanno bene anche i toni perentori, purchè si accetti poi la reazione di chi vuole dissentire. E appunto io ci tenevo a puntualizzare alcune cose che sopra ho espresso. Per inciso, a me non disturba la polemica, anzi. E normalmente mi trovo bene anche nel conflitto. Cerco solo di tenere dei toni bassi perchè temo che litigando poi non si capisca più nulla.
    Saluti ecumenici.
    Alessandro

  26. sparidinchiostro Says:

    Accetto le reazione di chiunque, purché siano reazioni. Se sono fenomeni di ecolalia mi infastidiscono. Tutto il resto mi piace.

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