Le vere storie del fumetto

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Domani è domenica 12 gennaio. Se, verso sera, sei dalle parti di Cremona, potresti venire al Circolo Arcipelago (o LuogoComune, ché non ho capito la differenza), in via Speciano, 4 (dove una volta c’era il Centro Fumetto Andrea Pazienza).

Alle 17.30 c’è questa cosa.

LeVereStorieDelFumetto

Quando Galletti mi ha chiesto di spiegare cosa fosse ho scritto questo. Poi lui non l’ha usato e io non butto via niente.

I fumetti raccontano storie. E non solo quelle che stanno sulla pagina e danzano negli occhi dei lettori. I fumetti raccontano le storie dei loro autori e dei loro lettori. Nascono quasi sempre come prodotti di consumo, effimeri, destinati a durare il breve periodo della loro permanenza in edicola. A volte, però, attraversano il tempo e ci accompagnano, trasformando il proprio formato di edizione, il proprio senso e le nostre vite. Manufatti artigianali, prodotti a ritmi industriali, i fumetti vivono un equilibrio instabile – tra le parole e le immagini – che sembra essere una metafora delle incertezze dei loro autori: individui alla ricerca di un punto in cui coniugare la sicurezza economica dettata dal grande pubblico e la felicità determinata dalla libertà espressiva.
Raccontare le vere storie del fumetto significa concentrarsi su tutto ciò che facciamo quando non lavoriamo o invece di lavorare.
* All’inizio del XX secolo, un popolo di migranti legge Krazy Kat di George Herriman per sopravvivere alla babele delle lingue e delle visioni.
* Negli anni ’50, Harvey Kurtzman, con i suoi fumetti di guerra, racconta che anche il nemico, nel portafogli, conserva le foto delle persone che ama.
* Il Miracolo Italiano si è appena concluso, Milano è un centro di produzione del benessere e dell’immaginario, e Guido Crepax, con la sua Valentina, racconta quei momenti come nessun altro avrebbe più fatto.
* Un “Giornalino” cattolico racconta gli anni di piombo filtrandoli attraverso gli occhi di un poliziotto, il Commissario Spada, e dei suoi autori, Gianluigi Gonano e Gianni De Luca.
* Il vento del maggio del 1968, da Berkley, investe i luoghi più distanti: a Tokyo, nei balconi delle università occupate, sventola uno striscione che inneggia a Kamui, ninja disegnato da Sanpei Shirato.

Una Risposta to “Le vere storie del fumetto”

  1. Pronti ai propositi | Spari d'inchiostro Says:

    […] ho fatto una cosa all’arcicomics di Cremona che mi piacerebbe […]

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