Il punto su questo blog

by

IsaiaScroll

 

Se sei un frequentatore abituale di questo blog, sai che, talvolta, mi accade di trascurarlo. Di solito fingo di essere poco autoindulgente e la risolvo dando la colpa alla mia pigrizia, alla mia totale incostanza e a un mondo colmo di fatti strani e diversi che richiedono continue attenzioni.
Farei così anche oggi se non mi fosse così evidente che il mio modo di stare in rete sta cambiando. Mi sono successe cose, da utente, che non mi sarei aspettato.

Credevo di poter convivere con diverse piattaforme di aggregazione e di condivisione e di essere in grado di imparare a usarle. Il tempo mi dice il contrario.
Credevo che twitter fosse un’intuizione geniale ma ho scoperto che è un continuo flusso di rumore e che non sono capace di distillarne senso. Penso che sia una splendida macchina per costruire la satiricchia di spinoza fatta di sentenza-punto-ribaltamento-risata. Centoquaranta caratteri e chiunque può infilarci intolleranze e incapacità di analisi, mascherate da arguzia.
Credevo che il feedreader facesse proprio quello che volevo io, ma alla fine è una macchina così poco malleabile da trasformarsi in uno stuolo di stalker che continuano a seguirti solo perché una volta ti sei girato in strada a guardarli.
Credevo che tumblr fosse una forma di blogging sintetico, invece funziona un po’ come la pornografia: un mondo di cui non ti frega niente di sapere come va a finire e che guardi, per questioni squisitamente funzionali, cinque minuti alla volta.
Credevo che facebook fosse merda autoreferenziale per esibizione dell’ego e forse è veramente così, ma assomiglia così tanto alla vita da essere addirittura divertente.
Credevo…

Insomma. Il mio uso della rete è oggi filtrato dall’amicizia. Mica quella dei bottoni di richiesta di amicizia dei social network; proprio quella delle risate e delle chiacchiere. Ci sono persone, con cui di solito ho condiviso più volte il tavolo di un’osteria, che mi indicano – via mail, chat, timeline di un loro profilo in rete – cose da leggere o guardare. Io cerco di fare lo stesso con loro. Per il resto, sfoglio il feed reader sempre più rapidamente, pigiando sempre prima il bottone “segna tutto come già letto”, il mio browser si apre sistematicamente sulla pagina del motore di ricerca e la lista dei siti preferiti è tristemente vuota.
Guarda la struttura che questo blog ha assunto: pochissimi post, quasi tutti per mandarti altrove; “Rassegnati”, la rubrica del venerdì, è un trucco, un post settimanale in cui sintetizzo quello che avrei dovuto buttare su un tumbrl; i commenti – sempre pochi – si sono spostati altrove (tipicamente facebook); qualche gallery…
Insomma, sto accumulando una lista di liste.

Non mi piace mica.

7 Risposte to “Il punto su questo blog”

  1. Riccardo Says:

    Ma Paolo, poco fa mi dicevi “Comunque devi imparare a non aver paura dei social network”… credo che la chiava sia proprio nella capacità di “distillarne il senso” come ben scrivi. Impresa che sembra degna di un Sisifo 2.0, dal momento che quando credi di essere finalmente riuscito ad attivare i “filtri” –mentali– giusti, il rumore aumenta e… bisogna ricominciare da capo? Magari su un’altra piattaforma?

  2. sparidinchiostro Says:

    Riccardo, mica ho mai detto di essere capace di coerenza. Comunque, credo che ci sia anche un problema di affetto. A me questo mio posto in rete piace e non ho voglia di abbandonarlo.

  3. Carlo Tosetti Says:

    Mi permetto di osservare che il flusso di rumore al quale accenni sia destinato a passare, a lambirci o lambire, per poi sparire. Il blog no.
    Insomma socials volant, bloggers manent.

  4. sparidinchiostro Says:

    Milioni di messaggi su facebook che vanno perduti come lacrime nella pioggia. Invece il blog lo si scrive per i posteri, lo si scrive.

    Marò… Sembra una maledizione. Dieci anni di cazzate che non mi saranno mai perdonate!

  5. Carlo Says:

    …E… E’ il peso della storia.

  6. alessandro Says:

    Oggi pare che internet sia sinonimo di Social e altre Stro….(censura)…. ma porca miseria, nella mia lista dei preferiti ci stanno dentro un sacco di SITI e blog….. amate informazioni che altrimenti non saprei dove scovare!! Condivido ciò che scrivi e nella mia lista, almeno finchè avrai voglia di scrivere, ci sarà sempre uno spazio anche per il tuo blog.
    Con stima
    Alessandro da PIsa

  7. sparidinchiostro Says:

    Grazie Alessandro.
    In realtà credo che i social network non siano stronzate. Sono pieni di umanità (quindi anche di scarti, che quella, l’umanità, è brava a produrne), ma ci sono anche un sacco di cose che mi divertono. (twitter no, non mi diverte: proprio non lo capisco).

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