B.D. L’hebdo de la B.D.

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Il 10 ottobre del 1977 ho appena compiuto 9 anni. Impazzisco già per gli X-Men. In agosto, su un numero di “Capitan America” della Corno ho incontrato “La seconda genesi”: racconta di un gruppo di giovani mutanti, provenienti dai quattro angoli del globo, che, indifferenti alle tensioni della Guerra Fredda, si raccolgono tra le mura della scuola per giovani dotati di Xavier. Non immagino neanche che la mia idea di fumetto sarà sconvolta nel corso dell’estate successiva (quella del 1978) quando mio padre, assolutamente inconsapevole, mi metterà in mano due “Linus” e due “Alterlinus”. Su quelle pagine scoprirò Richard Corben, Moebius, Philippe Druillet, Andrea Pazienza, Vaughn Bodè, … WAH!

I francesi, da qualche tempo leggono “Charlie mensuel”, “L’Echo des Savanes”, “Circus” e “Metal Hurlant”. La lezione della milanese “Linus” è stata ascoltata con attenzione, capita e metabolizzata. L’idea di fumetto è cambiata per tutti. E’ un punto di non ritorno. Sembra, guardando quei giornali francesi, che un’idea adulta di fumetto debba necessariamente richiedere tempi produttivi e di fruizioni non serratissimi. La periodicità di quelle pubblicazioni è, nel migliore dei casi, mensile; nel peggiore, aleatoria.

E’ giunto il momento, per i francesi, di fare un settimanale esplicitamente rivolto a un pubblico adulto (ché “Charlie hebdo” è satira, “Pilote” è già mensile da un pezzo e “Spirou” e “Tintin” – nonostante la loro innegabile bellezza – ammiccano ai ragazzi).

Il 10 ottobre del 1977, grazie a un’idea del solito professor Choron, arriva nelle edicole francesi “B.D. L’hebdo de la BD”. Un lancio straordinario: si parla di una tiratura di 250.000 copie. Un’esplosione fragorosa che lascia poche tracce. Dopo dieci settimane nell’aria si sente l’acre odore della disfatta. E meno di 60 numeri dopo, prima della fine dell’anno successivo, il settimanale non esiste più.
Ventiquattro pagine in formato tabloid, su cui si alternano fumetti di Manchette, Tardi, Crepax, Munoz, Sampayo, Petillon, Gil Kane, Alberto Breccia, Reiser, Masse, Barbe, Schlingo, Spiegelman, Griffith, Pichard…

Il 10 ottobre del 1977 ho da poco compiuto nove anni. Mica me ne accorgo che in Francia è uscito quel settimanale. Claremont e Cockrum mi stanno raccontando gli inizi dei nuovi X-men e mi basta.
Quel settimanale francese non l’ho mai sfogliato. Però, in rete, ho trovato scansioni. Qui di seguito una carrellata di copertine. Mi piace la sensazione che mi rimane sul palato.

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Una Risposta to “B.D. L’hebdo de la B.D.”

  1. mabertoli Says:

    Pasini e io, poco più vecchi di te nel 1977-’78, andavamo a sfogliarli nel piano interrato della libreria Milano Libri, affascinati e anche un po’ spaventati.

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