L’altro Hugo

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Sicuramente te ne sei accorto. Sono distratto e le cose mi succedono attorno. Spesso, prima che io me ne renda conto, si è esaurita addirittura la loro eco.

Mi piacciono i giornali di fantascienza. Mi piacciono tanto. Se in giro ce ne fossero ancora li leggerei con gioia. Purtroppo il periodo interessante in cui siamo immersi ci rende la vita difficile. Quando dico “ci”, mi riferisco a noi, lettori di riviste di carta.

Non lo avrei creduto possibile, ma ormai le edicole sono diventati posti talmente statici che non ho neanche voglia di frequentarli. Solo per fare un esempio, la scorsa domenica mi sono dimenticato di uscire per andare a comprare i giornali. Dimenticato! Come conseguenza non ho sfogliato “Pagina 99”, il domenicale del “Sole 24 ore”, la “Lettura” del “Corsera”… Pazienza. Sono giornali che maneggio a una velocità tale da impedire loro di depositare inchiostro sui miei polpastrelli.

Anche lo sguardo che getto agli espositori dei giornali è sempre più distratto. Ci ho messo anni a non sentirmi in imbarazzo mentre scandagliavo accuratamente tutti i reparti dell’edicola e, adesso che non sentirei più neanche il sottile fremito dell’imbarazzo, non lo faccio più.

Quasi non mi accorgevo dell’uscita del nuovo numero di “Wired” che, da un po’, si presenta in edicola a mesi alterni. In luglio ha questa copertina.

wired_luglio

 

Ti ricorda niente? “Storie incredibili”. Quella seconda testata sovrapposta alla prima – tanto più nota quanto più inosservata – si riferisce esplicitamente ad “Amazing Stories” il giornale fondato da Hugo Gernsback nell’aprile del 1926. Quando è uscito aveva questa copertina.

Amazing_Stories_April_1926

L’immagine posta in copertina dalla redazione italiana (non sono riuscito a capire chi ne sia l’autore) è un remake di una copertina classica di “Amazing Stories”, quella del dicembre del 1946. Guardala.

amazing-stories-featuring-the-land-of-kui

A parte i clin d’oeil alla storia editoriale della fantascienza, all’interno di “Wired” c’è una sezione di un centinaio di pagine di racconti di fantascienza. Quella sezione è stampate su carta porosa perché ben si differenzi da quella patinata usata per il resto del giornale. Niente che segnerà indelebilmente il mio sguardo di lettore, ma pur sempre cento pagine di giornale di fantascienza. Storie di Alan Altieri, Marco Bacci, Tullio Avoledo, Gianluca Neri, Bruce Sterling, Vittorio Zambardino, Sergio Ponchione e Andrea Curiat, George R. R. Martin, Nicoletta Vallorani, Licia Troisi, Marco Malvaldi, Valerio Evangelisti e Giacomo Gambineri e Francesco Muzzi. E illustrazioni di Dan McPharlin, Marko Maneu, Senor Salme, Mick Brownfield, Daniel Strange, Rich Kelly, Kilian Eng e Patrick Leger.

Lo trovi anche nella versione per ipad, ne sono certo. Ma con 4 euro ti porti a casa, mentre l’estinzione di quel formati si avvicina al galoppo, questo manufatto di carta che parla del futuro e ha odore di passato.

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