Buongiorno

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RodariInClasse

Teresa Buongiorno è un’esperta di letteratura per ragazzi. Ne scrive su alcun giornali e ha curato un dizionario che, qualche volta, uso. Mostra un’assoluta consapevolezza della storia della percezione dell’infanzia in Italia. Per esempio sa che il fumetto è pattume.

Gianni Rodari, oltre vent’anni dopo il ridicolo scambio di gentilezze con Nilde Jotti e Palmiro Togliatti sulle pagine di “Rinascita”, nel 1974 ha rimarcato la propria posizione rispetto a quell’immondizia. Scrivendo alcune note a una classe di una scuola elementare, rimarcava che i fumetti:

“come mezzo di trattenimento o passatempo, possono soddisfare pienamente solo menti culturalmente ancora povere (i bambini) o rimaste povere (perché tagliate fuori dalla cultura, dalla scuola – non per colpa loro)”.

Quando elargiva queste perle di pedagogia era il 1974 e “Linus” esisteva ormai da nove anni. Nove anni impegnati a spiegare a tutti, anche a quelli meno svegli, cos’è il fumetto. Alla sua direzione si erano già avvicendati Giovanni Gandini e Oreste del Buono e su quel giornale erano state pubblicate migliaia di pagine di fumetti necessari e centinaia di articoli e interviste illuminanti. Nove anni di distrazione ingiustificabile per un individuo curioso. Figurarsi per un intellettuale.

Dalla nascita di “Linus” sono passati quasi cinquant’anni. Ciò nonostante, Teresa Buongiorno, consapevole com’è del proprio posto nella storia, recensendo Jane, la volpe e io di Isabelle Arsenhault sulle pagine di “Liber”, riesce a scrivere:

“Vale ricordare che il termine “graphic novel”, coniato nel 1978 dall’americano Will Eisner, non è l’equivalente di “fumetto”, un genere dalle immagini stereotipate adatto ai bambini, ma la sua versione adulta, carica di significati emotivi, attenta a temi di impegno sociale, che si avvale di tratti d’artista e impaginazione innovativa.”

Persone che scrivono queste cose, i libri e i giornali, dovrebbero leggerli. Sicuramente non scriverli.

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4 Risposte to “Buongiorno”

  1. sparidinchiostro Says:

    La recensione è su “Liber” 103, luglio – settembre 2014.
    “Liber” è questo giornale http://www.liberweb.it/CMpro-v-p-1063.html

  2. studiopazzia Says:

    Giuro che provo stupore nel leggere affermazioni di questo tipo con queste firme. Mi interrogo anche da dove venga questa avversione verso i fumetti.

    Mattia

  3. marcopellitteri Says:

    Non capisco molto bene: Rodari scrisse quelle cose sul fumetto?

  4. sparidinchiostro Says:

    Le trovi nella biografia di Rodari scritta da Marcello Argilli. I due, Rodari e Argilli, lavoravano insieme dai tempi del “Pioniere”.

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