Freddo

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Uno scontro ideologico che ha spaccato il pianeta in tre aree. Due fronti contrapposti e un territorio di battaglia che neanche il risiko. Da un lato le aree occidentali, rischiarate dalla luce della democrazia occidentale; dall’altro il buio del comunismo sovietico che, come dice il mio amico cherebroleso, è “povertà, niente bikini e file per il pane”. La zona dove è lecito spararsi addosso è il terzo mondo.

Si chiama “guerra fredda”, perché i morti visti in televisione, ben lontani dal giardino di casa mia, sono decisamente meno coinvolgenti. Gli storici, cui piace definire punti di discontinuità, la innestano con precisione tra due estremi temporali: la fine del secondo conflitto mondiale e la caduta del muro di Berlino.

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L’immaginario, con la “guerra fredda”, ci è andato a nozze. È un modello di rappresentazione della realtà facile da capire e da comunicare, mica come lo scontro delle civiltà di Samuel Huntington che è un territorio sfumato e indefinito. il meglio della fantascienza della seconda metà del secolo scorso è figlio di quel sentire; le industrie del cinema e del fumetto si sono trasformate dandosi regole di controllo e censura per rispondere a spinte che sentivano di maccartismo, anche in paesi in cui il maccartismo non aveva senso di essere; l’idea di nemico che cerca di minacciare la tua sicurezza ha ottenuto da quel sistema nuova linfa vigorosa; … e lo spionaggio internazionale, e i cattivi con l’accento russo, e la conquista dello spazio, e la corsa agli armamenti, e la teoria della MAD (Mutually Assured Destruction), …

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Poi, certo, c’è chi, in quel maelstrom di sentimenti, ha trovato modo per depositare semi di vera bellezza. Raymond Briggs ha raccontato nei suoi fumetti per adulti la vita semplice, vissuta tra inconsapevolezza affetto e paura, dei suoi genitori. Se un editore italiano avesse il coraggio di ripubblicare When The Wind Blows o di proporre, per la prima volta, Ethel & Ernest saremmo in tanti a essergliene infinitamente grati. Alan Moore con la “guerra fredda” ci si è confrontato per un decennio buono: quel conflitto-non-conflitto è stato una costante nelle storie di fantascienza per “2000 A.D.”, in Swamp Thing, in V for Vendetta. Watchmen è un saggio sull’idea di guerra fredda che si conclude con la soluzione definitiva. Moore ha raccolto un’idea che Harvey Kurtzman aveva posto al centro di un suo fumetto di fantascienza e l’ha trasformata nel cuore pulsante della sua narrazione: un terrore alieno che costringerà i potenti della terra a orientare altrove gli sforzi bellici.

Beta

Proprio da lì, da quell’idea semplice e riusabile, parte Beta di Luca Vanzella e Luca Genovese. Leggilo! E’ un fumetto di robottoni divertente. Mica un omaggio come fanno gli italiani di fronte all’immaginario nipponico o una riscrittura alla maniera di Guillermo Del Toro. Parla di guerra fredda e di scontro delle civiltà, di ucronia e di tradimenti, di politici morti e di scelte difficili. Bisognerebbe parlarne tanto di Beta. Io non l’ho fatto e un po’ mi sento in colpa. Alla prima occasione, rimedio.

BETA - tavola originale

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