Facezie del sabato mattina

by

Bucchi

Trovare un quotidiano da leggere mi costa fatica. Alla fine, siccome mi sembrano tutti fatti malissimo, mi impongo una turnazione in modo da produrmi un disgusto diffuso e disorientato. “Repubblica”, per esempio, non entrava in questa casa da settimane.

Il mio edicolante è tornato dalle vacanze. Non solo resiste imperterrito alla moria dei giornalai, ma si permette lunghe vacanze agostane. E’ chiaramente affetto da disturbo ossessivo compulsivo e il suo negozio è un’oasi di ordine. In quel locale si trova sempre tutto ed esattamente nel posto in cui ce lo si sarebbe aspettato. Mi ha accolto con un sorriso e mi ha passato la pigna di giornali che aveva custodito per me. Un accumulo di sei settimane che ha preteso due sporte grandi per seguirmi fino a casa. Su quella montagna di carta ho appoggiato due quotidiani e un paio di settimanali venduti insieme ai collaterali. Per il pagamento mi ha dato l’iban di un villaggio vacanze.

A casa, sulla mia poltrona sfilacciata, perché piace tanto a me quanto al gatto, mi sono messo a leggere “Repubblica”.

“Adesso anche l’Italia ha la sua Ferguson. Un inseguimento che parte da Rione Traiano, periferia sud-est di Napoli, e si ferma presto, a Fuorigrotta.”

Cazzo! E poi dicono che c’è la crisi. Non solo il mio edicolante sta benissimo, ma a “Repubblica” si permettono di lasciare tutti i giornalisti in vacanza fino a settembre inoltrato. Guarda qui! Hanno fatto scrivere l’articolo di prima pagina al meno dotato tra i praticanti. Impreciso nelle notizie, banale nell’esposizione e reazionario e confuso nelle idee. Un tempo gli avrebbero fatto fare un altro po’ di fotocopie. Adesso ‘sto povero di spirito scrive un articolo perché i professionisti sono tutti a spasso e, siccome anche il direttore e il caporedattore sono ancora in vacanza, il pezzo passa senza che nessuno si assuma consapevolmente la responsabilità della pochezza espressa.

Sono ancora nervoso e di pessimo umore, quando l’occhio mi cade sulla firma. Ah…

Chiedo un consulto ideologico. Sono un uomo di mezza età di buone letture e buone visioni. Sento pulsioni radicalmente a sinistra e spesso anarchiche. Mi piace considerarmi un contemporaneo di me stesso e credo nel futuro. E’ ancora obbligatorio sentire un grande rispetto per il lavoro di Roberto Saviano?

Chiedo per sapere, eh.

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7 Risposte to “Facezie del sabato mattina”

  1. Marco Bertoli Says:

    — mi sembrano tutti fatti malissimo, — Come mai? Dici graficamente, come stile, o proprio per i contenuti?

  2. mabertoli Says:

    — Chiedo un consulto ideologico. —

    Sono certo che, conoscendomi, non lo chiedessi a me, tuttavia passavo e mi piace sempre commentare il tuo blog…

    — Sono un uomo di mezza età di buone letture e buone visioni. —

    Anch’io, o almeno così me la racconto.

    — Sento pulsioni radicalmente a sinistra e spesso anarchiche. —

    Io decisamente no

    — Mi piace considerarmi un contemporaneo di me stesso —

    Un grande ritorno🙂 Prima della terza età, forse, capirò che cosa vuol dire…

    — e credo nel futuro. E’ ancora obbligatorio sentire un grande rispetto per il lavoro di Roberto Saviano? —

    Non credo proprio… Trovo che alle volte tu ti preoccupi troppo di certi non meglio precisati “obblighi”. Sciogliti un po’!

    Un abbraccio

  3. sparidinchiostro Says:

    Marco: i quotidiani sono scritti mediamente peggio dei blog (e i blog sono scritti mediamente male), contengono la stessa quantità di sciocchezze e hanno grafica e impaginazione inguardabile.
    Prova a dare un’occhiata alla prima pagina di repubblica: è aberrante. Notizie in 12 parole e link verso l’interno (dove continua a esserci il festival della ridondanza – ogni singola notizia ripetuta tre volte!). Tutto questo per inseguire l’home page dei siti di informazione… Sembra quasi che la carta, per sopravvivere al web, debba emularlo. Mi sembra un’idea idiota e suicida. E il risultato è brutto. Non cito i quotidiani che mi piacciono, perché sennò si capisce quanto sono snob. Ma forse un po’ di puzza sotto il naso, ancora una volta, ci salverà l’anima.

  4. alessandro Says:

    Curiosità: nella montagna di carta hanno trovato posto anche le ristampe di Ken Parker e Blueberry(gazzetta)??? mi viene da chiederlo anche per sapere la tua opinione in merito a questa invasione di ristampe(alcune sinceramente di troppo..).
    Ti seguo con piacere…. mica leggo i giornali, io!
    Alessandro

  5. sparidinchiostro Says:

    Blueberry e Ken Parker contemporaneamente in edicola mi mettono allegria. Avevo una dozzina d’anni quando una sera, nella villa Borromeo di Senago e nel contesto di un festival che si chiamava Settimana della fiaba e in cui si parlava di fumetto, tre signori hanno tentato un confronto tra Parker e Blueberry.
    Non ricordo chi fossero (probabilmente Berardi, Milazzo e Sergio Bonelli) e non ricordo neanche che cosa si siano detti. Ricordo le pagine di Ken Parker appese al muro (La ballata di Pat O’Shane). Non avevo mai visto originali. Da quel momento sono diventato un lettore fedelissimo di Ken Parker.
    Ho provato a rileggerlo anni dopo e mi pare invecchiato male. E questa nuova edizione mi sembra inutile. L’idea di correggere le pagine mi fa pensare alle ossessioni di Hergé e, anche volendo abbassare l’asticella della puzza sotto il naso, Parker non gioca nello stesso campionato di Tintin.
    Blueberry non sono mai riuscito a leggerlo. La scrittura di Charlier mi ha sempre annoiato. Ma le pagine di Giraud sembrano dare ragione a un paio di amici miei che dicono che i fumetti si guardano e non si leggono. Blueberry è bellissimo ed esce al ritmo di due storie alla settimana. Significa che in un paio di mesi si vede crescere un gigante. E, alla morte di Charlier, Moebius, in un impeto di libertà, fa finalmente scopare Blueberry.

  6. alessandro Says:

    Siccome sto invecchiando male anche io, tutto sommato questa ristampa “gigante” di Ken Parker non mi dispiace. Ora che va tanto di moda il vintage, le varie epoche d’oro….
    Il Blueberry della gazzeta lo trovo azzeccato(forse il formato un poco ridotto)….buona la carta e il colore e pure il prezzo!!
    Certo il TutttoPratt forse li batte tutti……
    E forse bisognerebbe vincere la lotteria….

  7. sparidinchiostro Says:

    Sul tuttopratt non mi pronuncio.

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