Rassegnati (22052015)

Certo, leggere fumetti è sexy. Ma anche tutto il resto…

Carte

Oh! Tu non ci crederai, ma in edicola c’è un romanzo di Samuel R. Delany. E’ il 148esimo volume di “Urania collezione”. Per meno di sei euro ti porti a casa “La ballata di Beta-2” del 1965.
Come? Non sai chi è Delany? Uff… Leggi subito questa intervista e poi decidi se puoi continuare a non conoscerlo. Il romanzo è questo.

DELANY

Then came one to the City,
Over sand with her bright hair wild,
With her eyes coal black and her feet sole sore,
And under her arms a green-eyed child.

Read Yourself Linus

Come ti dicevo la scorsa settimana, sogno un giornale che possa indossare l’editoriale del primo numero di “Linus” senza paura. Nell’aprile del 1965, quel breve testo appariva accanto a una chiacchierata a tre voci (quelle di OdB, Vittorini ed Eco) e recitava:

«Questa rivista è dedicata per intero ai fumetti. Fumetti s’intende di buona qualità, ma senza pregiudizi intellettualistici. Accanto alle storie e ai personaggi più moderni e significativi come i « Peanuts » (studiati ormai come un autentico prodotto di cultura), la rivista intende presentare fumetti di avvenutra, classici per l’infanzia, inediti di giovani autori. L’unico criterio di scelta di questa « letteratura grafica » è quello del valore delle singole opere, del divertimento che ne può trarre il lettore, oggi; non quello di un interesse puramente documentario o archeologico. I classici della storia del fumetto che pubblicheremo saranno solo quelli veramente originali e ancora validi oggi, verificati a una lettura il più possibile disinteressata, scevra di mitologie.»

Ecco. E allora il mio Read Yourself Linus contiene:

  • Tutte le ossessioni di Victor di Davide Calì e Squaz (Diàbolo edizioni). Due autori che non si conoscono, che non si sono mai incontrati prima, si mettono in contatto grazie alla mediazione di un editore spagnolo che lavoro in Italia (o italiano che lavora in Spagna). I due compongono un’antologia di nevrosi e ne viene fuori una raccolta di storielle che mi mettono di cattivo umore. Victor è un tipo odioso ma raramente sento il bisogno di voler bene ai personaggi. Il fatto che Squaz abbia costruito una traiettoria personale tra il suo libro precedente (L’eredità: ricette di famiglia) e questo mi stupisce molto.
  • Kiseiju, L’ospite indesiderato di Hitoshi Iwaaki. Gli è che a me l’horror piace tanto. E anche i fumetti giapponesi. Questa storia per esempio, quando si è interrotta all’improvviso durante la prima pubblicazione italiana, mi aveva lasciato un po’ di amaro in bocca. Ché mica sono capace di fedeltà. Se non la vedo uscire per un po’ di tempo, una serie, mica mi viene il magone; mi dimentico. Poi però la incontro di nuovo, quasi per caso, in una nuova edizione. E ricomincio. Questa è la storia di un invasione aliena, di mostri terribili che vivono tra noi, che ci considerano cibo, che ci fanno a fette e che si possono sostituire a noi. Nella notte. Come ultracorpi, body snatcher, ma riletti da Brian Yuzna. Anzi no, da Hitoshi Iwaaki, che è proprio bravo.
  • Outcast il reietto di Robert Kirkman e Paul Azaceta (Saldapress). Come ti dicevo mi piace l’horror. Questo ha un inizio potente. Poi, già nel secondo numero, mi pare si ammorbidisca. Magari sbaglio e nei prossimi numeri torna a vibrare. Mi sembra che Kirkman abbia alcune delle partenze più belle del fumetto americano. E devo confessarti che questa violazione di formato, questo infilare a forza comic book o cartonati francesi nel formato di “Tex” a me pare un’ottima idea. Dài! non ti scandalizzare: in fondo sono fumetti e devono farti godere, mica è roba fatta per noiosi filologi.
  • Il prezzo dell’onore di Fabrizio Accatino e Paolo Bacilieri (Sergio Bonelli Editore) è il fumetto western che avevo voglia di leggere. Mi sembra una delle cose Bonelli meglio riuscite degli ultimi anni. Una storia di genere ben strutturata, raccontata benissimo da un disegnatore in stato di grazia. Per altro Bacilieri, in questo periodo, ha pubblicato un’immagine in “12 disegni”, un libro strano pubblicato da Vànvere. Vedendo quel disegno mi si è ricomposta una biografia di Paolo che mette insieme la scrivania e i cani del suo Salgari con la tassellatura dei suoi cruciverba. Ah… In edicola c’è un altro albo Bonelli disegnato da Paolo Bacilieri. Se guardi bene sotto due mani di colore stese a rullo, lo trovi. Sta disegnando una storia sbagliata.

Scatole

Sto leggendo Uomini e libri di Mario Andreose e, mentre scopro che mi piacerebbe leggere una storia dei rapporti tra Valentino Bompiani e Alberto Moravia, mi imbatto in un pezzo sulla mia giallista preferita, Patricia Highsmith. E’ un pezzo breve, come tutti quelli che compongono questo librino molto bello di Andreose. Parla di bellezza, sessualità, scrittura, seduzione, alcol, gatti, assassini seriali, evasione fiscale, … Una cascata di accenni che ricostruisce una biografia avvolgente. E mentre inseguo, frastornato, i movimenti di Patricia, vado a sbattere in una frase di Graham Greene. Viene dalla prefazione che il romanziere inglese ha scritto per la raccolta di racconti Urla d’amore. E’ appena un accenno. Eppure mi spiega con estrema chiarezza perché amo così tanto Highsmith:

“… ha creato un mondo tutto suo – un mondo claustrofobico e irrazionale nel quale entriamo ogni volta con un senso di pericolo personale.”

Patricia Highsmith

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