Il cosa e il come

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Mica lo so perché una storia seriale mi piace.

“Non è importante cosa racconta. L’originalità non è un valore. Le storie sono già state dette tutte. È il come!”

Mah… Forse non è così.

Leggo “Ant-man”, nella versione da edicola, scritto da Nick Spencer e disegnato da Ramon Rosanas, due tipi di cui ignoro tutto. Hanno scritto e disegnato altra roba Marvel prima di questa serie, certo, ma io leggo per divertirmi e mica riesco a comprare tutto.
Si tratta di un fumetto scritto e disegnato professionalmente: educato, composto, non sporca in giro e mostra una buona capacità tecnica. Insomma, un prodotto medio. Eppure, nonostante sia lontanissimo dalle cose che mi piacciono, mi stampa un sorriso ebete sul volto.

Stamattina mi sono svegliato presto. Ho letto “Ant-man”, sono uscito, ho comprato le brioche, ho preparato la colazione, poi sono andato a fare un po’ di spesa. Mentre infilavo birra e salsicce nel carrello (non ambisco all’eternità) ripensavo a Trider G7. Te lo ricordi?

Io non l’ho più rivisto quel cartone animato. Andavo in terza media probabilmente (ho controllato su wikipedia le date di trasmissione italiana), e mi ammazzavo di televisione: la tetta di vetro che ha rimpinzito di bambagia i pensieri della mia generazione.

Trider G7 è un robottone nipponico che combatte contro i mostroni. Uno dei tanti di quegli anni. Però è soprattutto una macchina, appartiene a un’azienda e viene usata per scortare trasporti spaziali. È al servizio delle merci. Il padrone dell’azienda, il tipo che guidava il robottone, è morto e ha lasciato la gestione degli affari di famiglia al figlio, un ragazzino che a me pareva avere la mia età. Guidare il robot è un mestiere. In una puntata, il ragazzino deve fare un tema: alla classe viene chiesto quale sia il valore del lavoro e, mentre tutti parlano di cose nobili e di anima, il giovane pilota scrive che il lavoro è, soprattutto, fonte di reddito. Non a caso Trider G7, il suo robot, esce da un parco giochi e abbandona l’infanzia per affrontare lunghi spostamenti e combattere contro mostri spaziali.

Non c’è niente di straordinario in questa serie d’animazione. Racconto piano, sviluppo prevedibile, un sacco di tecnica nella realizzazione, qualche riferimento ingenuo che già pochi anni dopo  farà ridere (il sw del robot è scritto in Microsoft Fortran)…  Eppure quei cartoni animati mi davano gioia in un modo che non capivo.

I robottoni delle origini erano un’evoluzione di superman. Un dramma nel passato, un pianeta distrutto, un principe e la sua macchina indistruttibile che vengono inseguiti su un pianeta ospitale da conquistatori spietati. Battaglie all’ultimo sangue per proteggere  la Terra da distruttori galattici. La storia di Trider non sarebbe tanto diversa se non fosse per quell’etica del lavoro. Per quell’essere al servizio delle merci. Per quell’attenzione al 27 del mese quando tutta quella fatica darà i propri frutti e si concreterà in un accredito dello stipendio.

Per Ant-man il gioco è lo stesso. I supereroi hanno struttura narrativa semplice. Un dramma nel passato, grandi poteri, grandi responsabilità, una vita in equilibrio tra santità e follia. E poi arriva Scott Lang, ha i poteri più scemi, non è particolarmente intelligente, è inconcludente, annoiato, incostante, facile alla cazzata… È un supereroe poco potente (come occhio di falco, come la vedova nera…), uno che mica può raccontare in giro di essere un dio, un mostro verde, la giustizia incarnata in un abito rosso, una famiglia, un figlio dell’atomo, un’armatura, la bandiera degli Stati Uniti… Ha un passato di errori (il carcere, il divorzio, addirittura la morte) e un presente di incertezza (sentimentale, etica, lavorativa…). E in quel mondo liquido si arrangia come può, mettendo in mostra nevrosi e paura, parlando troppo e facendosi male.

Divertente.

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5 Risposte to “Il cosa e il come”

  1. mabertoli Says:

    Se non ricordo male, Ant-Man e Giant-Man erano la stessa persona, un certo Henry Pym che era sposato con Wasp. Un uomo senza via di mezzo! Era un fumetto della Marvel di quelli minori, che qua in italia appariva come comprimario non so più se di Devil o dell’Uomo Ragno, strillato in un ovale sulla copertina: «Contiene: Ant-Man (o Giant Man)». Mi sembra che fosse per lo più disegnato da Dick Ayers, inchiostrato da Vince Colletta.

    Comunque di Ant-Man è appena uscito il film negli USA, immagino che lo vedremo presto anche qui.

  2. sparidinchiostro Says:


    Ecco qua!

  3. sparidinchiostro Says:

    E Hank Pym è Michael Douglas.
    Il tipo interpretato da Paul Rudd invece è proprio Scott Lang.

  4. mabertoli Says:

    Ho letto che è più una commedia che un film di supereroi…

  5. mabertoli Says:

    Ma… esce già domani!🙂

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