Carta

FofiCherchiBellocchio (foto di Vincenzo Cottinelli)

1. Mi ci sono riempito la vita. Prima lo zaino da cui non mi separo mai, poi le stanze di casa e, infine, letteralmente la vita. Carta. Non riesco a starne senza. Certo, lo schermo del mio portatile è meraviglioso, i touch screen di ebook reader, tablet e cellulare funzionano benissimo. Ma con la carta è tutta un’altra storia: odore rumore matericità increspature ditate strappi pieghe sottolineature stratificate nel tempo nello spazio nei colori inchiostri che sporcano virano arrossiscono s’assottigliano svaporano…

2. Le edicole e le librerie vendono soprattutto altro. Penne quaderni copertine fotocopie chewing-gum biglietti della lotteria istantanea souvenir peluche madonne poster bandiere tazze…

3. Mio figlio è superappassionato di Terry Pratchett. Il mondo disco è un po’ casa sua. Mi dà elenchi di titoli che gli mancano per ricomporre la mappa del racconto. Alcuni forse in italiano non esistono ancora (e mio figlio non legge in inglese). Entro in una libreria piccola, indipendente, con una storia gloriosa e una selezione di titoli molto curata.

– Buongiorno.
– Buongiorno. Desidera?
– Sto cercando i romanzi di Terry Pratchett ma non li trovo…
– Noi non teniamo quelle cose!
– Ah… Mi scusi. Vado in una libreria.

Fottuti piccoli librai. Io vi vorrei salvare. Non foste così stolti.

4. Amazon sfrutta i propri dipendenti in modo terrificante. Ma, alla fine, quel pacco, a casa mia, arriva sempre.

5. Ho parlato con Ferdinando Scianna una volta soltanto. Seduti su panche di legno. Bevevamo un bicchiere di vino. Lui rideva molto e mi diceva che nella vita ha fatto di tutto per non lavorare. E’, evidentemente, un tipo molto più bravo di me: io ho fallito miseramente. Mi è parso un tipo simpaticissimo. Esce un suo libro che mi interessa tantissimo. Ho scarsa memoria e non sono vendicativo. Entro in una libreria piccola, indipendente, con una storia gloriosa e una selezione di titoli molto curata.

– Buongiorno.
– Buongiorno. Desidera?
– E’ uscito da poco un libro di Ferdinando Scianna dedicato a Roberto Leydi…
– Hm…
– Credo si chiami proprio “Roberto Leydi”.
– Sì. si chiama Robeto Leydi..
– …
– E’ un noto musicologo.
– Intendevo il libro.
– No. Quello no! Si chiama “In viaggio con Roberto Leydi”.
– Ah…
– Non ce l’ho e non so chi lo distribuisce…
– Ah…
– Se vuole chiamo l’editore, qui c’è un numero di telefono, e chiedo come fare…
– Ah… No, grazie. Vado in una libreria.

6. Amazon massifica i miei interessi e li orienta in segmentazioni utente che assecondano gli interessi del mercato (che, come sai, è un’astrazione della fabbrica di mer…ci). Ma non mi tratta mai da idiota. E trova i libri che gli chiedo evitando ridondanze.

7. Attraverso il mezzanino della metropolitana Duomo. C’è un’edicola grande e accogliente. E’ un tubo bianco in cui infilarsi. Prima era una distesa di carta. Giornali, vecchi e nuovi, provenienti da posti diversi, che parlavano in lingue. Oggi è una distesa di bandiere, medagliette, statuette del duomo, miniature, palle di vetro con neve, orsetti, … e qualche giornale. Copie sparute che lasciano intravedere l’impiallacciatura della mensola su cui sono  ammonticchiate con cura. Quello zombi ligneo che sbuca tra i colori delle copertine mi fa montare tristezza.

8. In duomo ci passo perché il negozio in cui compro i completi da consulente mi ha appena detto che gli abiti arriveranno la prossima settimana. Adesso devo gestirmi il malumore. E cammino. Entro nel megastore della Feltrinelli e lo attraverso come se non avessi un domani. Una voce. Mi giro e, nello scaffale, infilato di costa, sottile, in unica copia, c’è un librino. Si chiama “Grazia Cherchi”. L’autrice è Michela Monferrini. L’editore è Alieno di Perugia. Viene con me.

9. A pagina 76 trovo il riassunto di un pezzo che viene dalla rubrica che Cherchi teneva su “l’Unità”, pubblicato nell’aprile del 1989 e poi antologizzato in “Scompartimento per lettori e taciturni” (Feltrinelli, 1997). Recupero l’originale. Lo copio.

“Provo ora a dire, a ruota libera, che cosa amerei trovare io in un supplemento librario. Ma devo fare due premesse-richieste imprescindibili: 1) privilegiare solo i libri di qualità; 2) indirizzare le polemiche al malcostume culturale (e le occasioni non mancano, anzi c’è solo l’imbarazzo della scelta), e stroncare solo i libri che hanno indebitamente successo (vuoi grazie alle campagne pubblicitarie, vuoi grazie al potere – accademico, giornalistico, … – dell’autore). Per la robaccia e anche la robetta non si dovrebbe sprecar spazio. Inizierei con due libri della settimana, articolati in un’intervista (quando è possibile) con foto, un paio di recensioni e una scheda informativa sull’autore. Uno dei due libri sarà di narrativa o di poesia, l’altro di saggistica. Passerei poi in rassegna di quanto nel frattempo è uscito, operando però una drastica selezione. Fino alla tendenziosità: non deve spaventare prender partito in tempi in cui si ciancia di tutto allo stesso modo. La rassegna dovrebbe contenere schede stringate e informative (sempre cercando il meglio, il vivo, l’arterioso) di narrativa italiana, straniera (raggruppata per paesi), di poesia italiana e straniera, di libri per ragazzi eccetera. Una intera pagina la dedicherei ai libri economici, ai tascabili, che sono sempre di più i libri di oggi e di domani (e segnalerei, con minore spazio, i libri da edicola: gialli fantascienza…). Se ci sono doppie edizioni si indicherà la migliore, Se c’è un’introduzione al tascabile particolarmente illuminante la si segnalerà eccetera. Una pagina andrà poi alla saggistica: per temi, che dovranno essere almeno due o tre per volta. Rubriche: oltre a quelle già citate di polemiche/stroncature, ci terrei molto a una rubrica come quella, che appare qui, di Antonio Faeti (“Segni&Sogni”) su vezzi e malvezzi dell’oggi. E poi l’esordiente del mese (solo se meritorio, va da sé, come diceva Améry, essere vittima non è di per sé un titolo di merito, figuriamoci esordire in letteratura!). Un’altra rubrica segnalerà, sempre selezionando, i repechages, quei libri da tempo introvabili finalmente ristampati, magari indicandone altri che dovrebbero esserlo e spiegandone le ragioni. Un’altra rubrica la dedicherei alle segnalazioni dalle riviste (di articoli importanti). No alle anteprime librarie (che spesso tolgono la voglia o la esauriscono di leggere il libro): sì invece alla traduzione di un articolo su temi anche non letterari. No alle classifiche dei libri più venduti: semmai si può fare, a turno e saltuariamente, quella dei libri che dovrebbero essere venduti bene e che invece passano sotto silenzio (o quasi). Se è uscito, cosa rara, un libro-inchiesta fatto bene, andare sul posto (mai sbrigarsela col telefono) e fare un’indagine con interviste. E poi recensire dibattiti o avvenimenti culturali di qualche portata e interesse e ridicolizzare quelli, sempre nmerosissimi, di nessun interesse. Non dovrebbe inoltre mancare, e in posizione di rilievo, un articolo (quasi un fondo) su un tema di attualità culturale (libri e tv, libri e film, giovani scrittori a confronto, un tema di cronaca ricollegabile in qualche modo ai libri eccetera).
Basta così, smetto di fare il grillo (o il grullo).”

2 pensieri su “Carta

  1. Mi ricordo di Grazia Cherchi! Scriveva su Linus, forse trent’anni fa, una rubrica di recensioni librarie sempre molto interessanti e centrate.

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