Quasi un editoriale

Ecco, dirai, per una volta che ci si poteva divertire… niente da fare. Siamo tutti chiusi in casa e non possiamo neanche formare una folla, un’onda umana, mossa da furore e paura, armata di torce e forconi, per cacciare la creatura, ghermirla, giustiziarla.

Siamo costretti a una clausura santa e necessaria, ma non per questo meno distruttiva e crudele. Piangiamo i morti e speriamo, con un pizzico di egoismo, che il dolore non debba lambirci troppo da vicino.

Chiusi in casa, oltre a controllare sistematicamente l’integrità di guanti e mascherine e a misurare il tempo sul livello delle scorte di vino e caffè, culliamo la nostra piccolezza e il dissolversi di sogni da quattro spicci.

[Continua QUI]

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